mercoledì 29 febbraio 2012

Biografia di Manuel Nunes


Manuel Nunes, (1843 - 1922), emigrato alle Hawaii da Madeira nel 1879, divenne rapidamente una figura importante nella trasformazione del machete di Madeira all’ukulele hawaiano. Si è affermato come uno dei primi produttori di ukulele e ha gestito la sua società di produzione per oltre 40 anni, molto più di qualsiasi altro produttore di ukulele di quel periodo. Molti dei suoi strumenti artigianali portava il marchio "M. Nunes, Inventor of the Ukulele e Fiddles Patch Taro a Honolulu nel 1879". Le sue competenze sono state ereditate dai suoi apprendisti come Samuel Kamaka e suo figlio Leonardo Nunes, il quale ha portato avanti la tradizione della costruzione di ukulele di qualità.

Pioniere dell’ukulele, Manuel Nunes è nato il 14 giugno 1843 a Funchal, Madeira, il figlio di Ricardo Antonio Nunes e sua moglie Maria Gomes. Manuel Nunes era un giovane vedovo di 36 anni con quattro figli (Manuel, Maria, Leonardo, Augusto) e si sposò con la sua seconda moglie, Isabel, 18 anni, quando lui e la sua famiglia arrivarono a Honolulu il 23 agosto 1879 a bordo della Ravenscrag , la stessa nave presa da altri pionieri dell’ukulele come Augusto Dias e Jose do Espirito Santo (di cui parlerò più approfonditamente prossimamente in altri post). Con la seconda moglie Nunes ebbe altri cinque figli (John, Mary, Julius, George, Antone), tutti nati alle Hawaii.
Il Console Generale portoghese alle Hawaii diede la possibilità a Nunes, Dias e Santo di lavorare nelle piantagioni per i loro primi anni nelle isole Hawaii. Nel 1884, molti sono tornati a Honolulu, alle loro radici, alla lavorazione del legno. In questo anno, Nunes ha fatto l’ebanista e Dias il liutaio. L'anno seguente, il primo numero di Luso O Hawaii descrive sia Nunes che Dias quali creatori di machete. Nel 1889, Nunes, Dias e Santo sono tutti liutai. Nel decennio successivo, gli sforzi combinati di questi tre uomini con il patrocinio del re Kalakaua, resero popolare il nuovo strumento che divenne noto come ukulele.

Nel 1910 Nunes ha fondato la M. Nunes e figli con Leonardo e Giulio. A questo punto, Santo era morto di una morte prematura e Dias si ritirò a causa di una malattia. La società M. Nunes and Sons vennero definiti "Produttori dell'unico vero ukulele, lo strumento con il suono più dolce delle Hawaii". Nel 1916, Nunes è stato definito come "l’inventore dell’ukulele originale", anche se è stato definito così anche altrove pochi anni prima.

I figli di Nunes, Giulio e Leonardo, aprirono proprie aziende manifatturiere di Ukulele. Giulio tornò a M. Nunes and Sons, dopo una breve esperienza come responsabile della società Ukulele Nunes nel 1915. Leonardo, d'altra parte, aveva lasciato le Hawaii per andare a Los Angeles in quel periodo, dove ha iniziato la costruzione di strumenti denominata "Ukulele O Hawaii made by Leonardo Nunes".

La moglie di Manuel Nunes, Isabel, è morta all'età di 55 anni nel 1916 e lui si è fermato di costruire gli strumenti nel 1917. Morì a casa di Giulio nel 1922 all'età di 79. Sia Isabel che Manuel sono sepolti nel cimitero di King Street a Honolulu.

martedì 28 febbraio 2012

Storia dell'ukulele nel mondo, in un post!

Gli Ukulele sono comunemente associati con la musica dalle Hawaii dove il nome si traduce approssimativamente come "salto delle pulci", forse a causa della somiglianza dei movimenti delle dita del musicista con un "salto delle pulci". Vi sono tante teorie sulla nascita del nome e una leggenda attribuisce il soprannome all'inglese Edward William Purvis, uno dei re Kalakaua ufficiali, a causa della sua piccola statura e del modo irrequieto e competente di suonare. Secondo Regina Liliuokalani, l'ultima monarca hawaiana, il nome significa "il dono che è venuto qui", dalla parola hawaiana Uku (dono o ricompensa) e Lele (a venire). Sviluppato nel 1880, l'ukulele è nato da due piccole chitarre di origini portoghesi, il Cavaquinho e il Rajao, introdotti nelle isole Hawaii da portoghesi immigrati di Madeira e Capo Verde. Tre immigrati, in particolare, sono gli artefici di questa esportazione: Manuel Nunes, José do Espírito Santo e Augusto Dias. Essi sono generalmente accreditati come i primi suonatori di Ukulele. A fine agosto 1879, sulla Gazzetta hawaiana ha riferito che "queste persone provenienti da Madeira e appena arrivato qui, hanno deliziato le persone con concerti serali di strada ".
Uno dei fattori più importanti che hanno fatto entrare l'ukulele nel panorama musicale e nella cultura hawaiana è stato il supporto e la promozione dello strumento da parte del re Kalakaua. Un artista lo ha inserito in un'esebizione alla presenza del re.
L'ukulele è stato pubblicizzato per un pubblico americano durante la Panama Pacific International Exposition, tenutasi dalla primavera all'autunno del 1915 a San Francisco. Il Padiglione Hawaiian era caratterizzato da chitarra e ukulele e la presenza di George EK AWAII e il suo Quartet Royal Hawaiian, insieme con il suonatore di ukulele Jonah Kumalae. La popolarità del complesso ha influito a lanciare una moda per le canzoni a tema hawaiano tra i cantautori del Tin Pan Alley. L'ensemble ha introdotto l'ukulele nella musica popolare degli Stati Uniti, dove è stato adottato da artisti come Roy Smeck e Cliff "Ukulele Ike" Edwards. Il 15 aprile 1923 al teatro Rivoli di New York City è apparso Smeck, suonando l'ukulele, per un cortometraggio realizzato con il DeForest Phonofilm sound-on-film di process. Il 6 agosto 1926, Smeck suonò l'ukulele in un cortometraggio, suo passatempo, realizzato nel Vitaphone sound-on-disc process, tale cortometraggio si intitolava "Don Juan" ed era interpretato da John Barrymore.
L'ukulele divenne ben presto un'icona dell'età del Jazz. Facilmente trasportabile e relativamente poco costoso, ma ha anche popolare tra i suonatori dilettanti nel corso degli anni '20, come testimonia l'introduzione di tablature per ukulele pubblicate negli spartiti per le canzoni popolari del tempo, un ruolo che sarebbe poi passato alla chitarra nei primi anni di rock and roll. Un certo numero di produttori di strumenti, tra cui: Regal, Harmony e Martin, ha aggiunto ukulele, banjolele, nella loro produzione per approfittare della domanda.
Molti ragazzi, dopo la seconda guerra mondiale, alle Hawaii è in possesso di un ukulele Maccaferri di plastica "Islander", un ukulele rosso moderno. Dalla fine del 1940 alla fine del 1960, il produttore di ukulele in plastica Mario Maccaferri ha venduto circa 9 milioni di ukulele economici. L'ukulele ha continuato ad essere popolare, utilizzato per molte delle canzoni jazz nel corso degli anni '50, '60 e '70. Gran parte del popolarità dello strumento è stata coltivata tramite The Arthur Godfrey Show in televisione. Il cantante-musicista Tiny Tim venne strettamente associata allo strumento, dopo averlo suonato nella sua1968 hit del 1968 "In punta di piedi attraverso i tulipani ".
Dopo il 1960, l'ukulele iniziò il suo declino in popolarità fino alla fine del 1990, quando l'interesse nello strumento riapparve. Durante il 1990, nuovi produttori hanno iniziato a produrre ukulele e una nuova generazione di musicisti ha acquistato lo strumento.
Il musicista hawaiano Israel Kamakawiwo'ole ha aiutato la ripresa della popolarità dello strumento, in particolare grazie alla sua interpretazione nel 1993 di "Over the Rainbow" e "What a Wonderful World", utilizzata in film, programmi televisivi e spot pubblicitari. Quest'ultima canzone ha raggiunto la dodicesima posizione sul Hot Digital Tracks chart la settimana del 31 gennaio 2004.
L'ukulele arrivò in Giappone nel 1929, grazie ad un hawaiano di origine giapponese, Yukihiko Haida, rientrato nel paese dopo la morte del padre. Haida e suo fratello Katsuhiko formato il Moana Glee Club, godendo di un rapido successo in un contesto di crescente entusiasmo per la musica popolare occidentale, in particolare hawaiana e jazz. Durante la seconda guerra mondiale, le autorità hanno bandito in Giappone la musica più occidentale, ma sostenitori e musicisti l'hanno tenuta in vita in segreto e ha ripreso popolarità dopo la guerra. Nel 1959, Haida ha fondato la Nihon Ukulele Association. Oggi, il Giappone è considerato una seconda casa per i musicisti e virtuosi dell'Ukulele Hawaiani.
Nel 1960, l'insegnante J. Chalmers Doane ha cambiato radicalmente i programmi di scuola di musica in tutto il Canada, usando l'ukulele come uno strumento didattico pratico ed economico per promuovere l'alfabetizzazione musicale in classe. 50.000 bambini in età scolare e molti adulti hanno imparato a suonare l'ukulele attraverso il programma Doane.
Il cantante e comico George Formby era forse il musicista di ukulele più famoso del Regno Unito, anche se ha spesso suonato un banjolele, uno strumento ibrido costituito da un manico lungo come quello di un ukulele e la cassa come quella di banjo. La diffusione è aumentata nel nuovo secolo, il 1900, grazie alla sua relativa semplicità nel suonarlo e nel trasportarlo.

lunedì 27 febbraio 2012

E' morto Bill Tapia

So che non è una notizia recentissima ma, essendo il mio blog molto giovane e quindi nato quando questo fatto ormai era già passato da un può, non voglio comunque far passare inosservato in questo contesto la notizia comunque molto importante in ambito ukulistico e musicale in generale.

Considerato il più anziano musicista ad essere mai salito sul palco, il leggendario suonatore di ukulele Bill Tapia è deceduto pacificamente nel sonno nella sua casa in California, lo scorso 2 dicembre, all'età di 103 anni.
Con una carriera durata oltre 90 anni, Tapia era uno degli ultimi legami viventi del jazz dei giorni antichi ed uno dei rari musicisti ad utilizzare l'ukulele.
Nato il giorno di Capodanno del 1908 a Honolulu, Tapia ebbe il suo primo strumento all'età di 7 da Manuel Nunes, uno dei più rispettati musicisti di ukulele delle Hawaii.
La sua carriera iniziò nel 1918, intrattenendo le truppe della I guerra mondiale agli show della USO. Dopo aver visto suonare la band di John Philip Sousa, presentò una versione unica di Stars and Stripes Forever, che fu in seguito copiata da numerosi musicisti hawaiani. Da quel momento, non ha più smesso di esibirsi e condividere il suo amore per la musica, il suo umorismo contagioso e la sua personalità affascinante.
Dopo essere passato dall'ukulele al banjo ed alla chitarra al fine di ottenere più lavoro, Bill trascorse la sua carriera andando avanti e indietro dalle Hawaii alla West Coast suonando sulle navi a vapore. Si esibì come musicista di accompagnamento per artisti come Bing Crosby, Billie Holiday, Fats Waller e Louis Armstrong. Ha suonato con la band di Johnny Noble all'apertura del celebre Royal Hawaiian Hotel nel 1927, tornando ad esibirsi alla riapertura dell'hotel nel 2009.
Per un periodo ha lavorato come un "autista musicale", facendo la guida turistica ed insegnando un paio di accordi di ukulele alle star di Hollywood come Clark Gable e Shirley Temple, durante il periodo di "mania nazionale" per quello strumento. Tapia trascorse la seconda guerra mondiale a Honolulu dirigendo una band di 14 elementi in sale da ballo buie, in quanto avevano tutte le luci spente per evitare il possibile rilevamento dei bombardieri giapponesi.
Dopo la guerra, Bill si trasferì nella zona di San Francisco, continuando a suonare per diversi anni con gruppi swing come quello di Charlie Barnet. Stanco della vita on the road, si sistemò con la moglie Barbie e la figlia Cleo, suonando nelle orchestre TV, come sideman di band locali, ed insegnando la chitarra. Un'intera generazione di chitarristi della Bay Area ricordano di aver appreso i loro primi licks da "Tappy" al Campagna Music di Lafayette, dove ha lavorato per diversi decenni.
Intorno alla fine del secolo scorso, Bill perse sia la moglie che la figlia e si trasferì a Orange County per essere più vicino ai parenti. Poco dopo, fu riscoperto e si imbarcò nel più improbabile ritorno alla carriera nella storia della musica. Tornando alle sue radici di suonatore di ukulele, pubblicò il suo primo album Swing Tropical nel 2004 all'età di 96 anni, nel quale presentò standard jazz e classici hawaiani. La title track fu tratta da una sua registrazione del 1936, sua unica precedente pubblicazione. Cavalcando l'onda di una nuova rinascita dell'ukulele, Bill fu presto richiestissimo nei club e festival nella West Coast, Hawaii, New York e persino in Giappone, mettendo in mostra degli entusismanti spettacoli dal vivo.
Le sue successive pubblicazioni furono Duke of Uke (2005) e Livin’ It Live (2009); tutti e tre questi CD entrarono nelle classifiche nazionali di jazz e furono trasmessi su centinaia di stazioni radio a livello nazionale. All'inizio dell'anno è stato pubblicato Live at the Warner Grand, che documenta il concerto per il suo 100° compleanno. Rallentato ma non fermato da un anca rotta, Tapia ha continuato a suonare fino alla fine del 2010.
Bill Tapia è stato inserito nella Ukulele Hall of Fame nel 2004, e ha ricevuto un Lifetime Achievement Award dalla Hawaiian Academy of Recording Arts nel 2011.
Egli è forse la figura più amata e venerata in tutto il mondo dell'ukulele, e per tutti quelli che mai lo hanno conosciuto o visto suonare sarà sempre una fonte d'ispirazione.

domenica 26 febbraio 2012

Ukulele in Europa e George Formby

Ho cercato un po’ di storia dell’Ukulele in Europa e dopo non aver trovato nulla di rilevante ho pensato di chiedere ad un maestro italiano di Ukulele: Luca Tomassini in arte Jontom o, abbreviato, JT. Lui mi ha scritto ciò che segue: “il punto è che in realtà l'ukulele in Europa non ha storia. Si poggia su qualche attore come Formby che l'ha sdoganato ma di musicisti veri e propri ce ne sono talmente pochi che è difficile dare i connotati ad un movimento vero e proprio.”

Alla luce di questi fatti ho pensato di mettere qui di seguito la biografia di Formby così da farlo conoscere anche a chi non l’ha mai sentito nominare.

George Formby, OBE (26 maggio 1904 - 6 Marzo 1961), al secolo George Hoy Booth, era un attore comico britannico, ma anche un cantautore. Cantava in modo solare, canzoni comiche , accompagnandosi con il banjolele. Era una star del palcoscenico e dello schermo negli anni 1930 e 1940. Formby è nato al numero 3 di Westminster Street, a Wigan, nel Lancashire. Il primogenito di sette figli (quattro ragazze e tre ragazzi). Formby è nato cieco a causa di una ostruzione della retina. Ha riacquistato la vista nel corso di un violento attacco di tosse o per uno starnuto quando aveva pochi mesi, non si sa di preciso. Suo padre James Booth, è stato il primo ad usare il nome d'arte George Formby, adottato dalla città di Formby nel Lancashire  ed è stato uno dei grandi musicisti comici del suo tempo, secondo solo a suo figlio. Suo padre, non volendo far assistere George ai suoi spettacoli, trasferì la famiglia a Atherton Road a Hindley, e fu lì che il piccolo Formby ha iniziato a fare l’apprendista fantino quando aveva sette anni ed ha partecipato alla sua prima gara da professionista verso i dieci anni quando pesava 56 lb, cioè 25 kg. La famiglia si trasferisce a Stockton Heath, nel Cheshire in una proprietà in London Road. Fu da quel momento che il giovane Formby ha iniziato la sua carriera come animatore. Tre mesi dopo la morte del padre nel 1921, Formby abbandona la sua carriera come fantino e inizia la propria carriera di musicista con materiale di suo padre. Egli inizialmente si faceva chiamare George Hoy (il nome di suo nonno materno, che originariamente veniva da Newmarket nel  Suffolk). Nel 1924 sposò la ballerina Beryl Ingham, che ha gestito la sua carriera (e, si dice, la sua vita personale) fino alla sua morte nel 1960. All’inizio ha preso l’ukulele come un hobby, la prima volta che ha suonato sul palco con un ukulele lo ha fatto per una scommessa. Formby aveva conquistato il pubblico con il suo umorismo irriverente del Lancashire e il folk del nord dell'Inghilterra. Al cinema e sul palcoscenico ha generalmente adottato il carattere di un innocente, onesto, di buon cuore, ma soggetto ad incidenti. Ciò che lo ha reso famoso, però, era il suo stile musicale unico e spesso imitato. Cantava canzoni comiche, piene di doppi sensi, accompagnandosi proprio con il suo banjolele, per il quale ha messo a punto un accattivante e complicato stile musicale sincopato che è diventato il suo marchio di fabbrica. La sua più nota canzone, "Leaning on a Lamp Post" è stata scritta da Noel Gay. Ha registrato altre due canzoni di Noel Gay: "The Left-Hand Side of Egypt" e "Who Are You A Shoving Of?". Le oltre duecento le canzoni che ha suonato, molte delle quali sono state registrate, sono state scritte da Fred Cliff e Harry Gifford, sia in collaborazione che separatamente e Formby è stato incluso nei titoli di un certo numero di essi, tra cui "When I'm Cleaning Windows". Alcune delle sue canzoni sono state considerate troppo rudi per essere trasmesse. La sua canzone, "With my little stick of Blackpool Rock", è stata bandita dalla BBC a causa dei testi provocatori. Le sue canzoni sono piene di umorismo, come "Chinese Laundry Blues", dove Formby è in procinto di cantare "le mutandine delle signore" e all'improvviso si trasforma in "le giarrettiere delle signore”. Il suo atteggiamento innocente e nasale, l’acuto accento del Lancashire hanno neutralizzato la parte che provocava shock dei testi. George Formby aveva fatto dischi per grammofono già nel 1926, il suo primo disco di successo arrivò nel 1932 con la Jack Hylton Band, ed il suo primo film sonoro “Boots! Boots!” nel 1934 (Formby era apparso un’unica volta prima di allora, in un film muto nel 1915). Il film ha avuto successo e lui ha poi firmato un contratto per farne altri 11 con Associated Talking Pictures , guadagnandosi l'allora astronomica cifra di £ 100.000 (circa 4 milioni di dollari nel 2009, per fare un paragone) all'anno. Tra il 1934 e il 1945 è stato il comico numero uno nelle commedie del cinema britannico, e al culmine della sua popolarità (1939, quando era la stella numero uno dei film britannici di tutti i generi), il suo film “Let George Do It” è stato esportato in America. Anche se i suoi film hanno sempre fatto bene in Gran Bretagna e Canada, non hanno mai preso piede negli Stati Uniti. La Columbia Pictures lo ha assunto per una serie, con un bel contratto del valore di £ 500.000, ma ha deciso di non trasmettere i suoi film negli Stati Uniti. Formby è apparso nel 1937 al Royal Variety Performance e fece divertire, intrattenne, le truppe con l’Entertainments National Service Association (ENSA) in Europa e in Nord Africa durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha ricevuto un OBE nel 1946. Il suo film più popolare, ancora considerato probabilmente il suo migliore, è la commedia di spionaggio “Let George Do It”, in cui egli è membro (in cui suona l’ukulele) della Dinky Doo Concert Party, prende la nave sbagliata per errore nel corso di un blackout, e si trova per sbaglio in Norvegia (scambiando Bergen per Blackpool) come agente segreto perché scambiato per il vero agente segreto che doveva andare in Norvegia. In una sequenza del sogno colpisce Hitler sul naso e si rivolge a lui definendolo un "parolaio". Per molti anni Fred Knight era autista di Formby, lo porta agli studios e alle sale da concerto in tutto il paese. In quel periodo Formby aveva un’auto prestigiosa, una Lanchester. Formby subì il suo primo attacco di cuore nel 1952, durante lo svolgimento del suo musical di successo "Zip Goes a Million." Si ritirò dallo spettacolo, e limitò le sue performance ad occasionali apparizioni sul palco e in TV. Nel 1960 ha avuto successo nei jukebox con la melodia pop "Happy Go Lucky Me". La sua ultima apparizione televisiva, in onda nel dicembre del 1960, furono 35 minuti di assolo alla BBC nel The Friday Show. Beryl Formby, la moglie, è morta di leucemia il 24 dicembre 1960. Nella primavera del 1961 pensava di sposare Pat Howson, di 36 anni, maestra di scuola che aveva conosciuto dal 1930, ma ha subito un secondo attacco cardiaco ed è morto in ospedale il 6 marzo 1961. Il suo funerale si è svolto nella chiesa di San Carlo ad Aigburth, Liverpool. Si stima che circa 100.000 persone in lutto presero parte al funerale e seguirono la bara fino al cimitero di Warrington, dove fu sepolto nella tomba di famiglia Booth. Pat Howson was well provided for in Formby's will, but died in 1971 after a long legal battle with Formby's family, who contested the will. Pat Howson è stata inserita nel testamento di Formby, ma morì nel 1971 dopo una lunga battaglia legale con la famiglia Formby, che ha contestato le volontà di George.

Formby è diventato un marchio di fabbrica nel suonare l'ukulele, più precisamente il banjolele in uno stile sincopato, denominato 'stile Formby'.

sabato 25 febbraio 2012

GRAZIE A TUTTI!!!

Ho aperto questo post come se fosse una parentesi, volevo solo ringraziare tutti i miei lettori per seguirmi così numerosi! Il mio blog ha meno di un mese e ieri c'è stato il record, fino ad ora, di ben 67 visualizzazioni! Per me è veramente un gran bel traguardo, quando l'ho aperto speravo potesse interessare a qualcuno quel che avrei avuto da dire, ma non mi aspettavo una crescita così continua di giorno in giorno. Spero di continuare così e aver sempre qualcosa di interessante da dirvi. Grazie di cuore veramente a tutti!!!

Articolo su Veronica Sbergia apparso il 23 febbraio 2012 sul Corriere della Sera

Per questo post metto un articolo apparso sul Corriere della Sera il 23 febbraio 2012, due giorni fa. Il titolo di tale articolo è: VERONICA CANTASTORIE. RITMI FOLK E VINTAGE. Scritto da Daniela Morandi in occasione dell’uscita dell’ultimo disco dell’artista Veronica Sbergia, ma ancor di più perché è la prima artista italiana al Blues Festival. Il titolo del disco in uscita è “Old stories for Modern Times”, in cui vi sono atmosfere da orchestrine jug band e del varietà vaudeville. Ecco qui di seguito l’articolo:



La sua musica è come i vestiti che indossa: stile vintage con rivisitazioni contemporanee. Veronica Sbergia è cantastorie dei tempi moderni. Personalizza la musica popolar-rurale americana dei primi anni del Novecento con tocchi di modernità, così come accosta a capi d’antan acquistati in mercatini londinesi accessori da grandi magazzini italiani, come racconta la stessa cantante bergamasca. Per lei rileggere pezzi di Lucille Bogan, Geeshie Wiley e Jimmie Rodgers è puro divertimento perché “di volta in volta – spiega – mi calo nei panni di chi interpreto per capirne il vissuto, così da farne conoscere i personaggi”. Proprio oggi esce il suo nuovo disco, acustico, “Old stories for Modern Times”, prodotto insieme a Max De Bernardi. Una sorta di piccola biblioteca della loro amata old time music: rilettura di brani di artisti legati al repertorio che va dal 1910 al 1939. “Si tratta di un recupero di vecchie affascinanti storie legate al crack finanziario di Wall Street del 1929, alle crisi sociali dei primi del Novecento, trasferibili ai nostri tempi moderni. Ecco il titolo dell’album. All’interno del disco c’è anche un libretto con aneddoti legati ai brani. Penso al testo di denuncia sociale di Lucille Bogan, costretta a prostituirsi per vivere, o a quello struggente di Geeshie Wiley, che mi ha scosso al primo ascolto e abbiamo riletto con accompagnamento ipnotico di chitarra”, spiega la cantante, che è anche anima del gruppo dei Red Wine Serenaders insieme a De Bernardi. Il tappeto sonoro del disco è un insieme di ritmi ragtime, folk-blues, early jazz e gispygrass, suonati con strumenti come glockenspiel, kazoo e washboard, per ricreare le atmosfere da orchestrine jug band o del varietà alla vaudeville. All’interno dell’album due ospiti di eccezione: l’amico Sugar Blue all’armonica e Bob Brozman alla chitarra slide resfonica. Tra gli aneddoti fuori dalle tracce del disco, uno sulla cantante: Veronica Sbergia è la prima artista italiana ad essere stata invitata al Mustique Blues Festival 2012, organizzato sull’omonima isola caraibica. Tutto nasce l’estate scorsa sul Lago Maggiore. Veronica suonava l’ukulele su un’amaca, durante il barbecue organizzato a casa dell’amica inglese Dana Gillespie. Colpita dal suo stile spensierato e hawaiano, Gillespie invita Veronica ad aprire la serata del festival da lei organizzato nei Caraibi, a condizione che suonasse sola e in acustico. “La cosa mi spiazzò: io sono una cantante e non una musicista – racconta l’artista bergamasca -. Ma con orgoglio dico: è stato un successo. E una sorpresa. Il terzo giorno al Basil’s Bar di Mustique, dove si suonava, sono arrivati il principe William d’Inghilterra e Kate Middleton. Ma soprattutto l’ultima sera, dietro di me, c’era Mike Jagger. E la cosa più incredibile è che non l’ho nemmeno visto…”.Da rimanere a bocca aperta, ma non quella dei Rolling Stones.
Cosa ne pensate dell’articolo? E del fatto che Veronica Sbergia ci ha più che degnamente rappresentato al Blues Festival?

venerdì 24 febbraio 2012

Intervista a Jontom!


Come promesso ai miei lettori ecco la sorpresa! D'ora in avanti metterò nel mio blog un'intervista che ho fatto a personaggi di spicco del mondo dell'ukulele: musicisti, insegnanti, ecc... Le domande saranno volutamente sempre le stesse, in modo da poter confrontare i vari pareri a riguardo. E ho deciso di iniziare, non a caso, con Luca Tomassini  in arte Jontom e detto anche più semplicemente JT. Ho scritto "non a caso" perchè ho deciso di iniziare con lui per dei motivi ben precisi: è grazie al suo sito/forum http://youkulele.com se ho inziato a studiare seriamente l'ukulele, perchè lì ho trovato persone disponibilissime ad aiutare ed insegnare, JT in primis, che mi hanno dato veramente una mano ed è come essere in una famiglia allargata; è sempre grazie a JT che ho iniziato a capirci qualcosa dello strumento grazie al manuale interattivo che ha scritto e che è in vendita nel forum, manuale che si chiama "No panic". Insomma, posso tranquillamente dire che considero Jontom il mio maestro. E quindi potete ben capire che non potevo non iniziare con lui... Ma bando alle ciance! Eccovi qui di seguito l'intervista, sperando vi piaccia (attendo vostri commenti a riguardo):


1.      Come descriveresti il tuo background musicale?

Ho iniziato a cinque anni su una piccola tastiera Bontempi, ho proseguito negli studi di pianoforte per altri dieci arrivando a metà percorso al Conservatorio dove ho comunque conseguito una Licenza di Teoria e Solfeggio. Al liceo ho iniziato a suonare dal vivo come tastierista. Ogni tanto passavo al basso elettrico e strimpellavo un po’ la chitarra. Ho studiato per un annetto l’armonica diatonica, soprattutto quella “blues”, e poi mi sono affinato nelle vesti di produttore musicale producendo un disco per una cantante del New Jersey, Sandra Carlucci e qualche altra demo con artisti sparsi qua e là. Ho studiato per un paio d’anni su Berkleemusic, l’estensione online del Berklee College of Music di Boston prendendo vari diplomi fra cui Desktop Music Production ed un diploma specialistico in Orchestrazione e Musica da Film. Recentemente ho scoperto di saper suonare la batteria quindi ogni tanto mi capita di suonarla dal vivo in qualche locale a Roma con il mio gruppo rock. Per quanto riguarda l’ukulele, ho iniziato a studiarlo quattro o cinque anni fa e con il tempo ho affinato le mie tecniche prendendo spunto da musicisti e maestri hawaiiani, non soltanto per quanto riguarda l’esecuzione ma anche l’insegnamento dello strumento.

2.      Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

Credo sia più potente di mille fotografie. Ascolto “Luka” di Suzanne Vega e ancora mi tornano in mente le immagini di un tempo, ascolto “True Blue” di Madonna e mi rivedo sul lettone dei miei genitori con la merenda mentre finiva DJ Television, arriva “Mayonaise” degli Smashing Pumpkins e sono sul motorino mentre faccio tardi a scuola. È il mio personalissimo diario di viaggio.

3.      Da quanti anni suoni l’ukulele?

Quattro o cinque... Boh? Mese più, mese meno.

4.      Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

Sono sempre stato uno che si gettava a capofitto in qualsiasi idea ritenesse “fica” quindi dieci minuti dopo aver visto un video di Jake Shimabukuro, girato da un mio ex-collega, ero già in negozio ad acquistare un ukulele.

5.      Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Come hai iniziato ad imparare a suonarlo? Tramite Internet, libri, dvd… o cos’altro?

All’epoca non c’era assolutamente nessuno nel panorama italiano che potesse venirmi in aiuto! I libri didattici esteri, non me ne vogliano gli autori, erano solo l’ennesima dimostrazione di come in realtà non fosse preso troppo sul serio e quindi sin dai primi momenti era maturata in me l’idea di scriverne uno... Era veramente difficile trovare qualcosa che soddisfacesse le mie richieste, forse solo un DVD di Jake Shimabukuro. Ho imparato a forza di video e di fermo immagine sugli artisti più famosi del panorama statunitense. Poi, col passare del tempo ho adattato la mia formazione musicale a questo strumento nuovo riscontrando non poche difficoltà dall’approccio tipicamente orizzontale che avevo sul pianoforte in uno verticale tipico delle chitarre. Inoltre avere la fortuna di viaggiare molto e condividere il palco con altri grandi artisti di questo strumento come Jake Shimabukuro, Bosko & Honey, Ukulelezaza, Ohta San, Roy Sakuma ha contribuito alla mia formazione.

6.      Che genere preferisci suonare con l’ukulele? E che taglia preferisci: sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele..?

Ho quella vena malinconia acoustic alternative che andava tanto in voga nell’epoca post grunge. Tollero poco il ragtime oltre i 20 minuti perché non mi appartiene e lo trovo piatto. Adoro suonare il rock acustico, il country ed il folk. Mi piace comporre canzoncine stupide e molto pop e conseguentemente detesto la stragrande maggioranza del pop italiano che si prende fin troppo sul serio. Mi piace sperimentare. Non posso smettere di sperimentare altrimenti mi romperei troppo le palle quindi ben vengano influenze elettroniche e low-fi. La mia taglia preferita è il Tenore, senza ombra di dubbio.

7.      Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza?

Perché, esistono altri modelli oltre al Tenore?

8.      A chi deve iniziare, come primo ukulele quale taglia consigli?

Ten... No, scherzo. Il Tenore è ottimo per chi ha già capito come funziona e vuole qualcosa di più ma per il primo impatto è cosa buona e giusta rivolgersi ad un ukulele Soprano, la taglia storica.

9.      Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca consigli per chi è alle prime armi e quale per chi vuole uno strumento valido per iniziare a suonare seriamente facendo serate dal vivo?

Islander di Kanile’a. Valgono cinque volte più di tutti gli altri nella stessa fascia di prezzo.

10.   Quali sono i parametri, tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc… che l’ukulele deve avere per essere un buon ukulele? Quali sono le caratteristiche che bisogna guardare per capire se il tal ukulele è un buon ukulele?

Ma in realtà è tutto molto soggettivo. Per me contano la proiezione e le sfumature sonore che si riescono a creare con uno strumento da una cassa di risonanza così ridotta.

11.   In questi ultimi anni c’è stato sempre una diffusione maggiore di questo strumento, anche in Italia. Secondo te a che cosa si deve questo boom?

Cazzo: a me! No, scherzo... indubbiamente Eddie Vedder ha rappresentato un ottimo portabandiera. Spero però che in parte, il successo dell’ukulele in Italia sia dovuto anche al suo sdoganamento da parte di artisti nazionalpopolari come Morgan o Max Pezzali con cui ho avuto l’enorme piacere di collaborare in un paio di circostanze. In ultimo, mi piace pensare che YOUkulele.com sia diventata una piccola ancora di salvataggio per non perdere tutto per strada, mettere un piccolo segnetto sulla mappa e solidificare i rapporti fra gli appassionati di ukulele.

12.   Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque a chi è alle prime armi?

Senza divertimento, la benzina per continuare finisce subito. L’ukulele è diventato il mio lavoro ma è al tempo stesso un gioco e quindi non vedo l’ora di svegliarmi la mattina per tornare a “lavorare”. Divertitevi e soprattutto siate curiosi nell’andare ad esplorare i mille segreti di uno strumento semplice soltanto in apparenza.

13.   Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?
Daje tutti.

giovedì 23 febbraio 2012

Video estemporaneo/prova

In attesa della sorpresa di domani, vi posto il video che ho caricato ora su youtube. Non ho usato tutte le migliori tecnologie a mia disposizione e per le espressioni che faccio leggete sotto il video stesso... :-) Il link è questo: http://www.youtube.com/watch?v=0RJ3OxVDCSc&feature=channel_video_title
Cosa ne pensate?

Domani è un altro giorno

Mi scuso con i miei lettori ma per oggi non ho fatto in tempo a scrivere un articolo come si deve, ma ieri è stata una giornata molto intensa e stressante. In compenso vi prometto una sorpresa per l'articolo di domani... Vedrete! Sarà un qualcosa che da domani in poi ogni tanto ripresenterò, con qualche cosa di sempre diverso da l'uno all'altro.... Ma non vi dico altro. Mi scuso ancora e ci vediamo domani!

mercoledì 22 febbraio 2012

Iniziare a suonare

Il "segreto" per suonare bene nei passaggi da un accordo all'altro, questo l'ho imparato dagli insegnamenti di JT, è preparare l’accordo successivo sulla coda dell’ultima battuta per farsi poi trovare pronti sulla prima battuta dell'accordo successivo. Cercherò di spiegare in maniera semplice come si suona un accordo per 4/4 per poi passare ad un altro accordo nei 4/4 successivi, un classico accompagnamento ritmico che passa da un accordo all’altro.Con le dita della mano sinistra premere le corde necessarie per formare l'accordo che vogliamo fare e iniziamo a suonare l’accordo muovendo la mano destra per produrre il suono in questo modo: GIU'SU (e questo è il primo quarto), GIU'SU (il secondo quarto), GIU'SU (il terzo quarto) e poi GIU'SU ma mentre si torna SU al quarto quarto con la mano destra con la sinistra si preparano le dita posizionate in modo da poter poi essere pronti per suonare l'accordo successivo. In questo modo quando si suona in maniera sciolta, velocemente, l'orecchio non percepisce questo movimento nell'ultima parte dell'ultimo quarto. Una cosa molto importante: quando iniziate ad andare giù e su con la mano destra non dovete mai fermarvi o aumentare o diminuire la velocità del movimento, cercate di andare sempre allo stesso ritmo. Magari all'inizio andate a rallentatore ma comunque sempre a quella velocità e poi piano piano aumentate la velocità quando vi sentirete più decisi, ma sempre cercando poi di andare a quella stessa velocità per tutto il tempo in cui suoniamo. Questo è il modo migliore per imparare ad andare a ritmo.
Il giro di Do sull’ukulele è una delle prime cose che vengono in mente a chi vuole iniziare a suonare, sia perchè è semplice, sia perchè molte canzoni del panorama pop italiano si basano su questi accordi. Vediamo come riuscire a farlo:
 •Partiamo da un accordo di DO. Si fa semplicemente con un dito della mano sinistra, a scelta a seconda dell'accordo che abbiamo successivamente per non dover poi fare dei movimenti strani con la mano. Come dicevo, con un dito della mano sinistra dobbiamo digitare la prima corda sul terzo tasto. In questo caso consiglio il dito anulare per poi suonare l'altro accordo del giro di Do. Questo è un accordo di DO.
 •A questo punto basta mettere il medio della mano sinistra sul secondo tasto della quarta corda e alzare l'anulare dal terzo tasto della prima corda. Questo è un accordo di LA minore.
 •Ora non devi fare altro che aggiungere l’indice sul primo tasto della seconda corda. Questo è un accordo di FA.
 •Infine tieni in posizione l'indice e vai con il medio a premere la terza corda sul secondo tasto e con l'anulare premi la prima corda sul secondo tasto. Questo è un accordo di SOL7

E così hai suonato il giro di DO! Anche se un pò semplificato perchè l'originale prevede un RE minore al posto del FA, ma così è più semplice e a livello armonico non cambia molto.

martedì 21 febbraio 2012

Ukulele... le origini del nome

Apro questo post con una parentesi, sto lavorando per far alcune soprese a voi lettori del mio blog. Spero di riuscirci... Poi vedrete di che parlo! Hehehe! Chiusa parentesi.

L'origine del nome dell'Ukulele non è certa, io voglio raccontarvi la teoria più probabile e pure più romantica che vuole che derivi da questa storia:

Un ufficiale inglese, Edward Purvis, frequentava la corte del Re hawaiano Kalakua ed aveva imparato a suonare una "Braguinha" portoghese, mentre suonava per il sovrano hawaiano riscosse molto successo ed essendo di corporatura minuta gli hawaiani gli appiopparono il soprannome di "Pulce Danzante" che in hawaiiano si dice "uku-lele".

Se il nome deriva veramente da questa storia rende lo strumento ancora più affascinante secondo me. Voi che ne dite? ;-)

lunedì 20 febbraio 2012

Dite la vostra

Oggi apro questo post per voi lettori. Vorrei che mi scriveste dei commenti in cui mi dite gli argomenti di cui vorreste che io parlassi nei prossimi post, quali sono i vostri dubbi, le vostre domande. Quali sono secondo voi gli argomenti più ostici, quelli di cui ancora non sapete nulla o abbastanza e di cui vorreste sapere di più. Insomma, la parola a voi! Io poi sarò felice di potervi rispondere approfonditamente nei prossimi post di questo mio blog.

venerdì 17 febbraio 2012

Leolani Tenore Travel in Zebrano

Oggi vi parlo del mio ukulele tenore. Non avrò molto da dire se non tutti i pregi che ha, perchè di difetti sinceramente non ne ho trovati. Inizio intanto con lo spiegarvi di che materiali è composto. E' in Zebrano Special Ply, cioè un compensato pressato con una tecnologia che lo rende particolarmente robusto e sonoro, ciò lo rende praticamente equivalente ad un solid ma con il vantaggio della stabilità e della indeformabilità. La cassa armonica Travel è sottile con fondo leggermente bombato e si chiama così perchè ha uno spessore che è la metà di un ukulele "normale" e questo rende più facile il trasportarlo. Da qui travel, cioè da viaggio. Ha la finitura lucida, meccaniche di precisione di alta qualità e corde Aquila. La sonorità è piena e corposa come quella degli strumenti in legno massello. L'unico "difetto" che ci si può trovare, ma solo se si è molto puntigliosi e quasi maniacali, è che essendo un tenore la tastiera è più grande e larga e di conseguenza bisogna muoversi di più e più velocemente che su un soprano o concert. Questo potrebbe essere difficoltoso per chi ha le mani piccole, ma io che le ho piccole mi ci trovo comunque molto bene. Per il resto è semplicemente fantastico, mi sono innamorata subito del suono che fa e del fatto di avere più tasti che permettono di slegare la fantasia nello suonare. Per me non ha difetti, anzi! Ha anche un ottimo rapporto qualità prezzo e ora vi posto il link dove potete trovarlo e guardarlo: http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=539&category_id=4&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=it

Soprano Ohana SK-20S

Prima di tutto elenco i materiali di cui è composto: è un solid top e quindi ha la tavola in mogano solid, fondo e fascie in mogano ply, tastiera e ponticello in palissandro, contorno di tavola e fondo, meccaniche di precisione (dello stesso tipo che montano sulle chitarre anche se queste sono per ukulele), corde Aquila. Questo è il mio primo ukulele serio, considerato che quello da 30 euro lo considero una gran fregatura e non lo prendo neanche in considerazione, e mi è stato regalato dal mio ragazzo il Natale 2010 dopo più di un anno in cui "litigavo" con il mio da 30 euro. Infatti fino ad allora non ho potuto fare molti progressi perchè era difficile, e non c'era gusto, suonare un ukulele sempre scordato. Dal momento che ho ricevuto quel regalo mi sono messa sotto seriamente e in poco più di un anno ho fatto passi da gigante, almeno dal mio punto di vista, nella scalata a riuscire a suonare decentemente lo strumento. Ho ancora tanto da imparare, ma sono soddisfatta dei progressi fatti. Ma torniamo al mio Ohana. A parte l'emozione grandissima di aver ricevuto in regalo uno strumento così, devo dire che ritengo abbia veramente pochi difetti considerandolo un ukulele "per iniziare", per chi ancora deve scoprire il mondo dell'ukulele. Ha un suono brillante, armonioso, un buon volume e timbro anche se essendo un soprano non ha molta corposità sui bassi. Comunque è uno strumento che si fa sentire anche suonato insieme ad altri strumenti come chitarre acustiche, tastiere, ecc... Questo, ovviamente, se lo si amplifica un pò. Ovviamente all'inizio non terrà molto l'accordatura, ma non è "colpa" dello strumento, solo che le corde devono essere tirate parecchie volte prima che non si scordano più e questo semplicemente perchè sono nuove. Passato quel periodo le meccaniche di precisione garantiscono una tenuta dell'accordatura davvero ottima. L'unico diffetto che posso aver riscontrato non è dovuto allo strumento ma al fatto che è un soprano, avendo io le dita corte, tozze e grassocce non mi riesce semplice fare gli accordi senza sfiorare con le dita anche corde vicine che non devo toccare e quindi mi serve una tastiera più grande che abbia le corde più distanziate tra loro. In più con l'andar del tempo ho scoperto che solo 12 tasti mi andavano un pò stretti, desideravo uno strumento con una tastiera più grande che mi permettesse di fare cose più impegnative. Infatti poi ho scoperto che il tenore è lo strumento che fa per me da questo punto di vista, poi con l'andar del tempo ho puntato ad avere uno strumento che avesse una voce più potente e anche in questo ho trovato il tenore la mia taglia ideale. Comunque ritengo che l'Ohana SK-20S non solo sia un buono strumento per iniziare, ma se vi piacciono le particolarità, le caratteristiche del soprano allora è buono anche per continuare. :-) Per farvi vedere di che strumento ho parlato finora vi rimando al link http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=15&category_id=2&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=it , dimenticavo di dirvi che per me ha anche un'ottimo rapporto qualità prezzo perchè ritengo essere il migliore della sua categoria. Mi sembra di avervi detto tutto, ma se mi è sfuggito qualcosa e avete domande a riguardo lasciatemi un commento, io vi risponderò sempre qui con un commento in risposta al vostro.

giovedì 16 febbraio 2012

Quali corde? Quando e come cambiarle?

Le uniche corde da prendere veramente in considerazione sono le Aquila e le Worth.

Le Aquila sono a detta di molti le migliori, io stessa ho corde Aquila su tutti i miei ukulele e mi trovo benissimo. Ovviamente all'inizio ci ho messo un pò perchè stessero accordate, ma quando si sono assestate rimangono accordate diversi giorni prima che devo tornare ad accordarle. Anche se questo dipende anche dalla frequenza e da quanto tempo si suona. Comunque io, ribadisco mi trovo benissimo

Le Worth non le conosco personalmente ma JT le usa nei suoi ukulele e dal suono che sento nei suoi video direi che sono ottime pure loro.

In poche parole scegliete voi quelle che al tocco vi sembrano meglio, tra Aquila e Worth. Poi tenete conto anche di quel che volete farci e scegliete. Un grande maestro di ukulele italiano, Jontom, le ha provate entrambe, gli piacciono entrambe, ma potendo scegliere sceglie le Worth.

Per quanto riguarda il cambiarle, non c'è un tempo limite standard. Dipende molto da quanto le usate. Quando iniziano ad essere sfilacciate e la parte inferiore che strofina sulla barretta inizia ad avere piccoli solchi... Allora è il momento di cambiarle.

Le corde non vanno mai cambiate tutte insieme, ma bisogna levarne una e mettete quella nuova, e così via. E mentre lo fate tenete il palmo della mano appoggiato alla cassa. Questo è importante perchè altrimenti a lungo andare rischiate di piegare i legni, non in modo molto evidente, potreste anche non accorgervene a occhio nudo, ma sufficiente per rovinare lo strumento.

mercoledì 15 febbraio 2012

Primo ukulele... che marca prendere?

Prima di tutto vi consiglio, a meno che non avete già un pò di esperienza con l'ukulele, di iniziare da un soprano. Perchè in questo modo avrete la possibilità di capire se è la taglia che fa per voi o se passare a un concert o un tenore. Per quanto riguarda le marche, chi è alle prime armi si sente sempre molto indeciso su cosa prendere e allora ho intenzione di fare un elenco di papabili ukulele per chi ancora non ne ha mai avuto e vi riporto al sito dove lo vendono, in cui parlano anche delle loro caratteristiche. Il primo che segnalo è U900 aNueNue. Per vederlo e leggere i particolari vi rimando a questo link http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=468&category_id=2&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=en&vmcchk=1&Itemid=1
Un altro strumento della stessa marca che vi consiglio è l'aNueNue World Series (in serie limitata),
potrete vederli e leggere le caratteristiche qui sotto.
http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.browse&category_id=2&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=en
Il Mahi Mahi 7G lo potrete vedere qui http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=16&category_id=2&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=en
Un altro ukulele che vi consiglio tra i migliori per iniziare è l'Ohana all solid 35Matt, potete trovarlo qui http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=259&category_id=2&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=en
Il Fender U'uku, lo potete trovare qui ad un buon prezzo http://www.thomann.de/it/fender_uuku_sopran_ukulele.htm
Infine parlo del meglio in assoluto per una fascia bassa di prezzo: l'Islander (Kanile'a). Per vedere lo strumento andate qui http://www.theukulelesite.com/shop-by/brand/islander.html
ma lo potete trovare in taglia concert e tenore anche nel sito del Mercatino dell'Ukulele. Io vi ho dato alcuni consigli, poi sta a voi decidere quale prendere. Spero di esservi stata utile.

martedì 14 febbraio 2012

Ukulele acustici, amplificati, elettrificati, con pick-up attivi o passivi...

Oggi parlerò della differenza tra i vari tipi di ukulele che possono essere: acustici, amplificati ed elettrificati e spiegherò anche la differenza tra pick-up attivo e passivo. Anzi, partirò proprio dallo spiegarvi la differenza tra questi due. Un pick-up attivo presenta un pre-amplificatore direttamente sull'ukulele solitamente alimentato a batterie da 9v, a volte sovralimentato da batterie da 18v, e ha il vantaggio di eliminare completamente i rumori di fondo. Il pick-up passivo invece non ha la batteria ed un pre-amplificatore e la maggior parte delle volte funziona semplicemente a contatto solo che, a differenza di come faccio io (modo spiegato in un post precedente), è montato in modo definitivo all'interno dell'ukulele ed esternamente si vede solo dove inserire lo spinotto che poi va collegato all'amplificatore. Gli ukulele che hanno anche una cassa armonica con una buca possono essere suonati anche senza attaccarli all'amplificatore, rimanendo acustici. Infatti, che vuol dire acustici? Sono gli ukulele classici, quelli che non hanno pick-up e per questo vengono suonati sempre senza collegarli ad un amplificatore, essendo muniti di cassa armonica con buca. E che differenza c'è invece tra amplificati ed elettrificati? Gli amplificati hanno sempre una cassa con una buca che gli permette anche di essere suonati senza collegarli ad un amplificatore, quelli elettrificati hanno corde in metallo e non hanno nessun tipo di buca. Questo impedisce agli elettrificati di essere suonati senza l'amplificatore. Gli amplificati possono avere pick-up attivi o passivi, gli elettrificati montano pick-up solo attivi.

lunedì 13 febbraio 2012

Web tv italiana sull'ukulele

Buongiorno a tutti i miei lettori! Oggi vi voglio segnalare le iniziative che fa il sito youkulele.com
In questo sito/forum, da poco hanno cominciato a trasmettere in una web tv alcuni programmi. Il link di tale web tv la trovate nella home del sito. I programmi sono fatti da insegnanti dell'ukulele e anche da semplici appassionati che si sono proposti. I programmi attualmente sono: Ukulele in pillole LIVE con Jontom in cui il maestro fa lezioni, di un'oretta circa, rivolte supratutto a chi già sa le cose base dello strumento come per esempio gli accordi base ed alcune tecniche e questo avviene il martedì alle 20; Junebox con June Grey il giovedì alle 21 in cui parla di animali, attualità, da qualche dritta su come migliorare l'intonazione del canto, suona alcuni pezzi con l'ukulele, ecc...; YOUkucina con Alice il venerdì alle 18, in cui si parla di cucina puntando l'occhio su piatti tipici delle regioni italiane senza però dare ricette, suona e canta con l'ukulele; JE 4 Beginners con Ukulele JE la domenica alle 20, in cui insegna a suonare brani semplici utili per imparare gli accordi base e lo strumming rivolgendosi ad un pubblico di neofiti.
Come potete vedere inizia ad essere un palinsesto ricco ed interessante, ma è destinato ad aumentare le programmazioni, è solo in attesa che qualcuno si proponga con qualcosa di interessante. L'ultima cosa che mi rimane da dire è che ogni trasmissione è supportata da una chat in cui chi partecipa può interagire con la persona che fa il programma e porgli domande in diretta, oltre che essere in contatto con tutti gli altri componenti del pubblico in questo modo.

sabato 11 febbraio 2012

Tetris (Game Boy) Ukulele Tab

Altra canzoncina, come quella di ieri, tratta dalla colonna sonora di un videogioco.

A|-5--0-1-3--1-0------1-5--3-1-0--0-1-3--5-1----------
E|-3-------------3--3----------2--2--------3--3--3----
C|-2-------------2--2----------2--2--------2----------
G|---------------0--0----------2--2--------0----------

A|-3--6-6/10--8-6-5--1-5--3-1-0-0-1-3--5-1------------
E|-3---------------3----------2-----------3--3-3-------
C|-3---------------2----------2-----------2------------
G|-3--------------------------2-----------------------

A|-5---1---3---0-------5-10-9----10-------------------
E|-3-------2----------6------10----10-------------------
C|-2-------2----------7-------9----10-------------------
G|---------2------------------------------------------

Chocobo (Final Fantasy IX) Ukulele Tab

Oggi voglio mettere una canzoncina che spero vi piaccia. Va suonata abbastanza veloce.

Part A

A |3--------3-----3--0-----0--0-----0--|3-----3--3-----2--------2--2-----2--|
E |3--------3-----3--2-----2--2-----2--|1-----1--1-----1--------1--1-----1--| x4
C |4--------4-----4--3-----3--3-----3--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|0-----0--0-----0--------0--0-----0--|
                                                                          
    Part B  (play twice)
                                                                          
A |3--------3-----3--0-----0--0-----0--|2-----2--2-----0--------0--0-----0--|
E |3--------3-----3--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----1--------1--1-----1--| x2
C |4--------4-----4--0-----0--0-----0--|2-----2--2-----0--------0--0-----0--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                          
A |3--------3-----3--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----1--------1--1-----1--|
E |3--------3-----3--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |4--------4-----4--2-----2--2-----2--|4-----4--4-----3--------3--3-----3--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                          
A |3--------3-----3--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
E |3--------3-----3--1-----1--1-----1--|4-----4--4-----4--------4--4-----4--|
C |4--------4-----4--2-----2--2-----2--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                          
    Part C
                                                                          
A |0--------0-----0--------0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
E |1--------1-----1--------1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |0--------0-----0--------0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|---------------------------------------|
                                                                            
A |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
E |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |4--------4-----4--4-----4--4-----4--|4-----4--4-----4--------4--4-----4--|
G |---------------------------------------|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
                                                                          
A |0--------0-----0--0-----0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
E |1--------1-----1--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |0--------0-----0--0-----0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                            
A |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
E |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |4--------4-----4--4-----4--4-----4--|4-----4--4-----4--------4--4-----4--|
G |---------------------------------------|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
                                                                          
    Part D                                        
                                                                          
A |0--------0-----0--------0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
E |1--------1-----1--------1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |0--------0-----0--------0--0-----0--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|------------------------------------|
                                                                            
A |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
E |3--------3-----3--3-----3--3-----3--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |4--------4-----4--4-----4--4-----4--|4-----4--4-----4--------4--4-----4--|
G |---------------------------------------|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
                                                                          
A |1--------1-----1--1-----1--1-----1--|1-----1--1-----1--------1--1-----1--|
E |1--------1-----1--1-----1--1-----1--|1-----1--1-----1--------1--1-----1--|
C |2--------2-----2--2-----2--2-----2--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                          
A |1--------1-----1--1-----1--1-----1--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
E |1--------1-----1--1-----1--1-----1--|3-----3--3-----3--------3--3-----3--|
C |2--------2-----2--2-----2--2-----2--|2-----2--2-----2--------2--2-----2--|
G |---------------------------------------|----------------------------------------|
                                                                          
A |3-----------------------------------|------------------------------------|
E |3-----------------------------------|------------------------------------|
C |4-----------------------------------|------------------------------------|
G |------------------------------------|------------------------------------|
                                                                          

venerdì 10 febbraio 2012

Come amplificare un ukulele acustico

Oggi vi voglio spiegare come amplifico i miei ukulele quando voglio che il suono si senta maggiormente e come faccio a registrarmi sul computer, il tutto con una spesa non troppo elevata. Prima di tutto ho preso lo SCHALLER PICK-UP 723 PER CHITARRA che potete trovare a questo link:
Questo pick-up ha la comodità di far scegliere a chi lo acquista se renderlo fisso sul proprio ukulele o se lasciarlo in modo che si possa togliere e mettere quando vogliamo, e questo grazie ad un cilindretto di plastilina compreso nella confezione che non danneggia in nessun modo il nostro strumento. Poi ho preso un mini amplificatore portatile a cui collegare il pick-up e ho perso quello del mercatino che potete trovare a questo link: http://www.mercatinodellukulele.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=ilvm_fly_admirable.tpl&product_id=549&category_id=12&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=it
è piccolo ma potente abbastanza per quello che voglio fare io.
Infine ho preso il microfono, e su di esso devo spendere qualche parola in più. Lo trovate a questo link: http://www.thomann.de/it/the_tbone_sc440_usb.htm
Si collega al pc tramite una spina USB ed è compatibile con le versioni precedenti a windows 7, ma con un piccolo programma gratuito lo si rende compatibile senza problemi e tale programma lo potete trovare qui: http://www.asio4all.com/ e ovviamente quando aprite questo sito cliccate sulla versone con la bandiera italiana per scaricarlo. C'è da dire un piccolo particolare su questo microfono e cioè che necessita di asta portamicrofono. Ma se guardate più in basso nel link del microfono stesso potete trovare sia l'asta grande che quella da tavolo. Io per registrarmi, solo audio, sul pc uso il programma scaricabile gratuitamente che si chiama Audacity che potete facilmente trovare con una ricerca su google e se invece voglio registrarmi anche in video uso la webcam del pc. Ma come procedo? Facile! Quando ho collegato il pick-up allo strumento e all'amplificatore posiziono quest'ultimo su un ripiano, poi collego al pc il microfono dopo averlo inserito nell'asta di sostegno e lo posiziono vicino alle casse dell'amplificatore e a quel punto mi registro come voglio. Mi preme dire solo un'ultima cosa, il microfono non necessita di filtri vari per il fruscio o cose del genere, li elimina già lui automaticamente perchè è fornito di tali filtri direttamente nel microfono stesso. Spero di esservi stata utile indicandovi una strada meno costosa per amplificare il proprio ukulele! ;-)

giovedì 9 febbraio 2012

Youkulele Camp 1.0

Ho avuto la grandissima fortuna di aver partecipato al primo evento organizzato dal forum Youkulele, lo Youkulele Camp 1.0! Si è svolto dal 10 al 12 giugno 2011 alla villa di Caldogno, in provincia di Padova. Tale evento è nato per festeggiare il primo anno di vita del forum. E’ stato organizzato grazie al grande lavoro fatto dal Mercatino dell’Ukulele e da Aquila Corde, oltre che da volontari del posto. Finalmente ho avuto la possibilità di conoscere di persona molte delle persone con cui parlavo ormai da mesi sul forum. Sono sincera, quando ancora dovevo partire non ero sicura che potesse andare tutto bene, soprattutto perché essendo disabile non è così scontato di trovare i luoghi più adatti, accessibili (dall’albergo alla location del Camp). Ma questo mi capita tutte le volte che vado da qualche parte per la prima volta. Mi sono subito accorta che sono capitata nel posto giusto! Albergo perfetto, con personale molto gentile e disponibile, (e per questo lavoro ringrazio in particolare Skank, Luca Scalco che è un membro di Youkulele e lavora per il Mercatino, che si è occupato di trovare il posto adatto) e per quanto riguarda la location non ci sono stati problemi, ma per questo devo ringraziare tutti i componenti del forum e gli organizzatori! Sono stati tutti molto gentili e disponibili a darmi una mano quando ne ho avuto bisogno.

Ma veniamo al Camp. E’ stato bellissimo!!! Con artisti italiani ed internazionali di grande bravura! E’ stato molto emozionante conoscere tutti e ho avuto conferma di quello che già avevo intuito chiacchierando nel forum, cioè che sono tutte persone eccezionali! Mi sono sentita come a casa mia, anzi, forse per certi versi devo dire anche meglio che a casa mia! In tutto il fine settimana ho dormito solo 6 ore, ma questo perché ho avuto la grandissima fortuna di vincere due ukulelini che sono due veri e propri gioielli! E quando fai vincite di questo genere, come si fa a dormire?! Me li sto coccolando e curando e loro rispondono molto bene perchè ormai non si scordano più o comunque molto raramente. Molto belli ed interessanti anche i workshop! Peccato che non si sentiva sempre bene, almeno io che ero un po’ dietro, forse per la prossima volta sarebbe meglio dare un microfono a chi spiega questi workshop. Questo Camp mi ha dato la conferma che chi ama l’ukulele non può che essere una gran persona! Si respirava aria buona, affetto, amore non come delle persone che si vedono per la prima volta ma come se fossimo da sempre stati una grande famiglia! Spiegare a parole come mi sono sentita non è facile, forse la cosa più semplice è dire che ero semplicemente nel posto e con le persone con cui desideravo essere e che mi hanno confermato di essere come immaginavo. E cioè persone che danno affetto e che ti portano a dare loro affetto. Mi piacerebbe ci fosse un camp al mese, anzi! Uno alla settimana! Ringrazio tutti per esserci stati e per essere come sono! E spero di rivedervi quest'anno dal 19 al 22 luglio!

Per chi, tra i miei lettori, non è membro del forum ecco il link: http://youkulele.com/
Lo consiglio a tutti, anche a chi si avvicina ora a questo strumento, perchè vi sono gli strumenti e le persone giuste che vi possono aiutare ad imparare a suonare l'ukulele e non solo.
Il sito del Mercatino, dove potrete trovare qualsiasi cosa vi serve, è questo: http://www.mercatinodellukulele.it/
Ed infine questo è il sito delle corde Aquila, le migliori per ukulele: http://www.aquilacorde.com/

mercoledì 8 febbraio 2012

Taglie dell'ukulele

Scrivo questo post per dare una mano a chi ancora non ha un ukulele ed è indeciso su quale taglia scegliere. Spero vi possa essere utile e mi scuso se nello scrivere non rimango sempre imparziale ma dico anche il mio parere personale riguardo ad ogni taglia. Le taglie più famose, principali, sono 3. Ma ve ne sono anche altre meno conosciute. Prima di tutto vi parlo di queste tre, poi passo a parlarvi di quelle meno conosciute.
  • Soprano: è considerato l'ukulele per eccellenza, il vero ukulele. Questo perchè il primo ukulele è nato di questa taglia nel 1879. Ha solo 12 tasti, il che a lungo andare potrebbe essere un limite. Ma io vi consiglio di iniziare sempre con un soprano, perchè è la taglia che vi fa capire meglio il vero suono dell'ukulele, poi così potrete capire le vostre esigenze e se vi sta stretto capirete anche se passare ad un concert o direttamente ad un tenore;
  • Concert: cambia poco rispetto al soprano, il suono non aumenta di molto e hai solo qualche tasto in più rispetto ad esso. Ha più spazio tra una corda e l'altra perchè i tasti della tastiera e il manico sono leggermente più grandi, questo può sembrare una cavolata ma è proprio provando un concert che io ho capito di trovarmi meglio con esso e con un tenore rispetto ad un soprano. Perchè avendo le dita corte e tozze, con il soprano rischio sempre di toccare corde che non voglio quando faccio gli accordi;
  • Tenor: è la taglia che io personalmente preferisco. E il motivo in parte l'ho scritto parlando del Concert. Ha tastiera e tasti ancor più grandi del concert e quindi mi ci trovo ancor meglio. Poi, come mio parere personalissimo, ha un suono stupendo. Migliore delle altre due taglie. Certo, c'è chi dice che ha un suono che assomiglia poco al soprano e di conseguenza ad un ukulele ma di più a una chitarra. Secondo me no. Cioè: è diverso dal soprano ma non si avvicina al suono della chitarra, almeno per me. Lo so, sono di di parte, il Tenor mi piace moltissimo.
Ora passo a parlare delle taglie meno conosciute:
  • Sopranino: io personalmente non l'ho mai suonato, ho visto altri suonarlo. Ho letto che chi l'ha comprato, dopo un periodo di "allenamento" ci ha fatto la mano e ora si trova benissimo. Io personalmente non so che dire, ho l'impressione che sia molto difficile da suonare con i tasti così piccoli. Ma potrebbe essere una cosa molto personale, visto le mie dita corte e tozze. Comunque lo consiglio sicuramente a chi ha voglia di sperimentare;
  • Banjolele: è un incrocio, ha il manico dell'ukulele e la cassa del banjo. Anche in questo caso non l'ho mai suonato, ma chi conosco che ce l'ha è entusiasta. Anche questo lo consiglio a chi ha voglia di sperimentare, poi potrebbe piacere anche di più dell'ukulele classico;
  • Baritono: è il modello più giovane di ukulele, è più grande di un Tenor e quindi più impegnativo sia da suonare che da trasportare. Ha anche un'accordatura diversa dagli altri modelli: DGBE. Io non l'ho mai suonato ed è poco diffuso. Sinceramente non sono molto attratta da questa taglia perchè penso sia più simile ad una chitarra che ad un ukulele, comunque anche questo lo consiglio a chi ha voglia di sperimentare.
Spero di potervi essere stata utile con questa piccola guida sulle taglie dell'ukulele.
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