mercoledì 31 ottobre 2012

Auguri ukulelosi a Fabio KoRyu Calabrò

Oggi è il compleanno di un grande ukulelista italiano. Io e, penso siano d'accordo con me, tutti i miei lettori auguriamo  di trascorrere un compleanno stupendo a Fabio KoRyu Calabrò! Tantissimi auguri!!!!!!

martedì 30 ottobre 2012

Ukulele intervista a Craig Brandau


1.            Can you tell us something about your musical background. / Come descriveresti il tuo background musicale?

                I began playing guitar at the age of 9 and grew up during the 1960s.  I was therefore influenced by the folk and rock music of the era.  At the same time, I also listened to my parent’s record collection and was greatly influenced by what was termed here in the U.S. as “popular” music.  This included many of the great vocalist and of course, Jobim’s Bossa Nova.

Ho iniziato con la chitarra a 9 anni e sono cresciuto negli anni ’60, quindi sono stato influenzato dalla musica folk e rock di quel periodo. Contemporaneamente, ascoltavo anche i dischi dei miei genitori e rimasi molto colpito da quella che si definisce negli Stati Uniti come “musica popolare”. Questa include molti grandi cantanti, fra cui certamente la Bossa Nova di Jobim.

 

2.            What’s your favorite music?  Do you listen to everything or do you prefer only one kind of music? / Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

                I have very eclectic tastes.  I listen to all styles of music except for the current, rock, metal and rap.  This music leaves me cold and seems manufactured only to make money rather than art.
 I’ll go on binges of sorts where I’ll listen to nothing but classical guitar music (David Russell is my favorite), then onto Joe Pass’s, “Virtuoso” series; then back to my regular playlist which includes fingerstylist, Laurence Juber and others.  I don’t think there’s a day that goes by that I don’t either listen to or play a Jobim piece.

Ho gusti parecchio eclettici, ascolto tutto eccetto il rock, il metal e il rap attuali: mi lasciano indifferente e sembrano costruiti soltanto per far soldi piuttosto che arte. Faccio il pieno (“mi ubriaco”) ascoltando musica per chitarra classica (il mio preferito è David Russel), poi la serie di album “Virtuoso” di Joe Pass e infine la mia tipica playlist che include fingerstylists (virtuosi del fingerstyle), Laurence Juber e altri. Non penso che passi un giorno senza che ascolti o suoni un pezzo di Jobim.

 

3.            How long have you played ukulele? / Da quanti anni suoni l’ukulele?

                About 12-13 years.

Da circa 12-13 anni

 

4.            Why did you start playing? / Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

                I had hit a musical plateau with my guitar and had heard Lyle Ritz play while on our first trip to Hawaii.  I found the ukulele’s facility for chord melody to be amazing and very cool sounding.

Avevo inciso un sottofondo musicale con la mia chitarra e avevo sentito Lyle Ritz suonare nel nostro primo viaggio alle Hawaii. Trovai strabiliante la facilità degli accordi con l’ukulele e la sua resa sonora.

 

5.            How did you learn to play the ukulele?  Did you use the internet, books, DVD? / Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?

                My first ukulele was a tenor Fluke that had come with a plastic fretboard.  I had Fleamarket Music (http://fleamarketmusic.com) upgrade the fretboard to rosewood once I’d discovered I wanted to play with low G tuning.
I was able to teach myself how to play due to my years on the guitar and the fact that I can read music.  However I did have one or two lessons with a local ukulele teacher who put me on the right track.  I was trying to use a thumb pick which many of the players use, but it wasn’t for me and I discovered this then.
My first book was the purple Ohta-San Ukulele Master’s book.  All of the songs are in ukulele-friendly keys and I was able to figure out chord melody lines right away.  Also the fact that I’d spent many years with my mentor, Howard Heitmeyer, working on chord melody arrangements, really helped.

Il mio primo ukulele è stato un Fluke tenore con tastiera in plastica. Quando decisi di suonare con un accordatura in low G lo migliorai (http://fleamarketmusic.com), dotandolo di tastiera in palissandro.
Imparai da autodidatta grazie agli anni passati sulla chitarra e al saper leggere la musica, ad ogni modo presi una o due lezioni da un insegnante di ukulele locale che mi mise sulla buona strada. Provai ad usare un plettro per pollice come fanno molti ukulelisti, tuttavia non faceva per me ma lo scoprii in seguito. Il mio primo libro è stato quello viola del maestro di ukulele Ohta-San: tutte le canzoni avevano accordi semplici per l’ukulele, quindi sono riuscito a tirar fuori le linee melodiche quasi subito. Mi ha aiutato molto anche il fatto di aver trascorso parecchi anni assieme al mio mentore, Howard Heimeyer, a lavorare sugli arrangiamenti.

 

 

6.            What kind of music do you like to play with your ukulele?  Which size of ukulele do you prefer? / Che genere di musica preferisci suonare con l’ukuele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?

                I play mostly jazz and pop standards.  Fingerstyle chord melody is where I live, musically.  I also only use low G tuning because it gives me notes below middle C.  However, I have nothing against reentrant tuning and will use it for strumming along with others, etc.

Suono soprattutto classici jazz e pop e vivo di melodie in finger style, musicalmente parlando. Uso solamente l’accordatura in low G per allungare la scala del C, tuttavia non ho niente in contrario con l’accordatura rientrante e la uso per lo strumming in gruppo e altro…

 

7.            You’ve surely played a lot of types of ukuleles.  Can you describe to us the differences between them? / Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza secondo te?

                The most obvious is size.  The second is wood choice and construction.  Either the ukulele is made of laminate or solid wood.

La diversità più evidente è la dimensione, le seconde sono il tipo di legno e la struttura. Aggiungo anche se l’ukulele è in laminato o legno pieno.

 

8.            Which ukulele size do you suggest for beginners? / Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?

                My wife, Cali Rose (http://calirose.com), teaches two classes a week to senior citizens and finds that the sopranos tend to be too small for most of them to make clear-sounding chords and I’d have to agree.  I think a concert or tenor is the best.  I stay away from baritones since they’re tuned and sound more like a guitar.

Mia moglie Cali Rose (http://calirose.com) tiene 2 corsi a settimana per adulti, ha notato che i soprano sono un po’ troppo piccoli per la maggior parte di essi per assicurare degli accordi puliti e devo darle ragione. Penso che i migliori siano i concert o i tenori, tengo le distanze dal baritono dal momento che è accordato e suona troppo in maniera simile alla chitarra.

 

9.            What’s your favorite ukulele brand?  Which brand would you suggest for beginners and less experienced players? / Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?

                Both Cali and I have custom Ko’olau ukuleles (http://koolauukulele.com) that we adore.  They are a bit pricey, but we find them worth the money and play them constantly.  Also, Cali is a full-time working musician and needs a superior and roadworthy ukulele.  Ko’olau’s offer the sound that I’m looking for – more classical guitar like.  Noa, the main builder, is really a master and at such a relatively young age.
There are so many great makers today!  The Chinese companies have really filled the void for mid-priced ukulele.  They’ve really come along way over the years.  Cali’s second ukulele was an all-Koa Pono tenor that we still own.
What I tell beginners and others is:  The best ukulele there is, is the one you play and love!  That first tenor Fluke I owned, I played until it needed new frets. 
I think, for the money, the Flukes and Fleas are great.  I teach history at a high school and keep a tenor Fluke in my classroom.  They’re nearly indestructible!  Cali and I also have three or four scattered throughout our apartment.

Sia io che Cali siamo clienti della Ko’olau (http://koolauukulele.com), che adoriamo. Gli ukulele sono un po’ costosi ma crediamo che ne valga la pena e li suoniamo sempre. Cali è una musicista a tempo pieno quindi ha bisogno di uno strumento di livello superiore e molto efficiente (“in grado di viaggiare”). I Ko’olau mi danno il suono che cerco, più simile a una chitarra classica. Noa, il principale costruttore, è davvero un maestro nonostante la sua giovane età.
Ci sono parecchi buoni costruttori oggi! I marchi cinesi hanno colmato il vuoto degli ukulele di medio prezzo, ci sono riusciti pian piano nel tempo, il secondo ukulele di Cali è stato un Pono tenore in koa che abbiamo ancora oggi.
Ciò che dico ai principianti e agli altri è: il miglior ukulele esiste, è quello che suoni e ami! Ho suonato il mio primo Fluke tenore finché non sono stati necessari dei nuovi tasti.
Penso che i Fluke e i Flea siano i migliori per prezzo, insegno storia alle superiori e tengo un Fluke tenore in classe: è praticamente indistruttibile! Io e Cali ne abbiamo tre o quattro sparsi nell’appartamento.

 

10.          Which parts of the ukulele are important (strings, wood, bridge…) to increase the quality?  How do we understand if our ukulele is a good ukulele? / Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?

For beginners, strings are a huge deal.  If one owns a laminate ukulele, the Aquila will really bring out the sound.  The action (string height between string and fretboard) is also important.
I use Savarez guitar strings.  I have a link on my website to the exact gauges I use, etc. (http://ukulelecraig.com/links.html)
What is a good ukulele?  Again, loving the ukulele you currently own and playing the life out of it.

Per i principianti le corde sono un bel dettaglio (ironico!). Le Aquila tirano fuori un buon suono negli ukulele in laminato. L’action (distanza tra corde e tastiera) è anch’essa importante.
Io uso corde per chitarra Savarez, nel mio sito web c’è un link sullo spessore che ho scelto e altro (http://ukulelecraig.com/links.html)
Che cos’è un buon ukulele? Di nuovo, ama quello che hai adesso e suonalo per tutta la sua vita.

 

11.          Ukulele has become so popular in Italy and all over the world recently:  What do you think about this and what are the reasons it’s growing? / Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom?

 I think mostly it’s the accessibility of the instrument.  One can just learn three or four chords and they’re good-to-go.  It’s also the marketing along with reasonably priced instruments.  Here in the US, it has become quite popular with all ages of people.

Penso dipenda  soprattutto dall’accessibilità dello strumento: si possono imparare tre o quattro accordi e va benissimo anche così. Inoltre è legato al basso prezzo per ragioni di marketing, qui in America è diventato abbastanza diffuso tra persone di tutte le età.

 

12.          Do you have any suggestions for ukulele beginners? Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?

Have fun!  Play music you enjoy!  The ukulele is a great, intimate friend.  They travel well and can be played while in bed watching TV!

Divertitevi! Suonate e godetevela! L’ukulele è un come un grande amico del cuore. Ci si viaggia bene insieme e lo si può suonare anche a letto mentre si guarda la tv!

 

13.          Would you like to say something to our ukulele friends? / Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

I do have a book coming out soon titled, “Jazz Chord Solos for the Ukulele.”  Hal Leonard is publishing it and I should have it sometime soon.  The book is not for beginners, but for those wishing to learn more complex chord melody arrangements. 
Almost all of the arrangements are by my mentor, Howard Heitmeyer.  The book also comes with a CD so one can hear how the song should or could be played.
If one goes to my website, they can sign up for my blog list and I also occasionally offer free arrangements and lessons.  I currently have, “Yesterday,” listed for those wishing to learn this song as a chord melody piece.

Thanks much for interviewing me!

http:ukulelecraig.com

A breve uscirà il mio libro, dal titolo: “Jazz Chord Solos for the Ukulele”, pubblicato da Hal Leonard e disponibile a giorni. Il libro non è per principianti, ma per coloro che vogliono imparare qualcosa di più complesso negli arrangiamenti melodici, la maggior parte di questi è del mio mentore Howard Heitmeyer.
Se entrate sul mio sito potete iscrivervi al blog in cui ogni tanto metto arrangiamenti e lezioni gratuiti. Ho aggiunto di recente “Yesterday”, pensata per coloro che vogliono impararla come pezzo con accordi e melodia. Grazie per avermi intervistato!

http:ukulelecraig.com

venerdì 26 ottobre 2012

Biografia ukulelosa su Robert Leroy Johnson


« Devo correre, il blues viene giù come grandine. La luce del giorno continua a tormentarmi... c'è un segugio infernale sulle mie tracce. » (Robert Johnson, "Hellhound on my Trail")

Robert Leroy Johnson è nato l'8 maggio 1911 ad Hazlehurst (capoluogo della contea di Copiah, nello stato del Mississippi) ed è morto il 16 agosto 1938 a Greenwood (capoluogo della contea di Leflore, anch'esso nello stato del Mississippi). E' stato un chitarrista blues statunitense, ma di cui voglio raccontare la storia perchè ha scritto anche un libro in cui ha inserito 18 sue canzoni blues riarrangiate per ukulele il cui titolo è: "Robert Johnson for Ukulele" e per chi fosse interessato lo può trovare a questo link: http://www.amazon.com/Robert-Johnson-Ukulele/dp/1458459659

 Di lui si sa che era un bluesman della zona del delta del Mississippi (zona chiamata Delta Blues e nata tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento). Le biografie su Robert Johnson sono scarse perchè si sa poco, e la sua morte ancora non molto chiara, avvenuta all'età di 27 anni, ha contribuito ad alimentare leggende dalle tinte horror su di lui. Leggende che già circolavano quando era ancora in vita.

Ha fatto 29 storiche registrazioni tra il 23 novembre 1936 e il 20 giugno 1937 caratterizzate da una combinazione di tecnica chitarristica, canto ed improvvisazione uniche che hanno costituito una base imprescindibile per le generazioni future di musicisti, tra cui: Bob Dylan, i Rolling Stones, i Cream, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jeff Beck e i Led Zeppelin.  Johnson fa parte del così detto "Club 27", cioè il gruppo dei grandi artisti morti a 27 anni e il 23 gennaio 1986 è stato tra i primi musicisti a essere introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, segnatamente nella categoria Early Influences ed infine la rivista Rolling Stone l'ha collocato in quinta posizione nella Lista dei 100 migliori chitarristi della storia.

Robert Leroy Johnson nasce da una relazione extraconiugale della madre Julia Dodds con Noah Johnson, dopo che il marito di Julia, Charles Dodds Jr., l'aveva abbandonata per un'altra donna. Sin da bambino il giovane Johnson si appassiona alla musica e suo fratello gli insegna a suonare l'armonica, per poi passare alla chitarra. Dopo un periodo trascorso a Memphis si sposa nel 1929 con Virginia Travis e si trasferisce a Robinsonville. L'anno successivo la moglie sedicenne muore nel dare alla luce il figlio; sconvolto dal fatto, Johnson comincia a vagare fra le città del Mississippi, divenendo un donnaiolo ed un forte bevitore. Nel 1931 incontra e sposa Calletta Craft e decide di trasferirsi nel villaggio di Copiah County, ma la crescente passione per la musica porta Robert sempre più distante dalla moglie e anche questa unione coniugale finisce.
 
 

Eric Clapton dice di lui: " Per me Robert Johnson è il più importante musicista blues mai vissuto. Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana."

Narra la leggenda, alimentata anche dallo stesso Johnson, che il giovane bluesman abbia stretto un patto col Diavolo, vendendogli la sua anima in cambio della capacità di poter suonare la chitarra come nessun altro al mondo. Tale fosca mitologia è sorta e si è consolidata negli anni a seguito di diversi fatti: la sua stupefacente tecnica chitarristica, basata sul fingerpicking e tuttora additata come una delle massime espressioni del delta blues; le evocazioni generate dalla sua voce e dalle sue complesse strutture chitarristiche; il sinistro contenuto dei suoi testi, pur largamente improvvisati (come era ovvio per il genere, all'epoca), spesso narranti di spettri e demoni quando non esplicitamente riferiti al suo patto col Diavolo in persona. Vi contribuirono inoltre i racconti dei vari musicisti che lo conobbero e che riferiscono della sua iniziale goffaggine nel suonare la chitarra: in base a questi racconti, peraltro tutti concordanti, Johnson scomparve dopo la morte della moglie per poi riapparire, l'anno successivo, dotato di una bravura e di un'espressività tali da lasciare tutti allibiti. Voci dell'epoca tramandano di un incontro, avvenuto allo scoccare della mezzanotte a un crocevia desolato, tra Johnson e un misterioso uomo in nero il quale gli avrebbe concesso un ineguagliabile talento chitarristico in cambio della sua anima. In realtà la (senz'altro più realistica) versione "ufficiale" è che Johnson, nel corso del suo vagare, abbia incontrato un misterioso bluesman di nome Ike Zinneman, il quale ebbe a fargli da maestro. La sinistra figura di Zinneman risulta comunque celata da un fitto velo di mistero; l'unico dato, nel completo oblìo sui suoi dati biografici, riguarda la sua abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe, nota al punto da venire additato quale emissario del demonio. Altri aneddoti tramandano di come Johnson fosse capace di riprodurre nota per nota qualsiasi melodia ascoltasse, fosse per radio come in un locale affollato e senza porvi la benché minima attenzione. Il 16 agosto 1938, a soli 27 anni, Robert Johnson muore a Greenwood, nel suo Mississippi. Non è possibile definire con certezza quali furono le ragioni del decesso: il certificato di morte, registrato all'Ufficio di Stato Civile di Jackson, Mississippi, il 18 agosto, non attribuisce il decesso ad alcuna causa specifica e segnala oltretutto che ragione della sua dipartita sia da ricercarsi anche nel fatto che nessun medico abbia avuto modo (non si sa per quale motivo) di prestargli cure nella fase dell'agonia. Le testimonianze di Sonny Boy Williamson II e David Honeyboy Edwards attestano che la notte del 13 agosto 1938 Robert Johnson si trovava a suonare con loro al Three Forks, un locale a 15 miglia da Greenwood nel quale i tre suonavano ogni sabato sera a seguito di un ingaggio che durava da alcune settimane. Era apparso subito evidente come Johnson avesse una storia con la moglie del gestore del locale, il quale era consapevole del fatto pur continuando a contattarlo lo stesso. Racconta Sonny Boy che durante la serata, complici l’alcol e l’atmosfera di grande eccitazione, gli atteggiamenti dei due furono talmente spudorati da risultare persino imbarazzanti. Altrettanto chiara era la rabbia dipinta sul volto del barman. Quando durante una pausa venne passata a Robert una bottiglia da mezza pinta di whisky senza tappo, Sonny Boy gliela fece cadere di mano, avvertendolo che non era prudente bere da una bottiglia aperta; nondimeno questi si infuriò e bevve con stizza la successiva bottiglia, ugualmente passatagli già stappata. Poco dopo risultò evidente che Johnson non era più in condizione di suonare, al punto che lasciò la chitarra e si alzò per andare via, in stato confusionale. Fu accompagnato a casa di un amico, dove dopo poche ore iniziò a delirare - si trattava dei primi segni di avvelenamento. Qui morì il martedì successivo, dopo due giorni di intensa agonia.

La vera tomba di Robert Johnson non è ancora ufficialmente definita. Nei dintorni di Greenwood ci sono ben tre pietre tombali con il nome di Robert Johnson inciso sopra.

             nel cimitero della Chiesa Missionaria Battista di Mount Zion a Morgan City, Mississippi, poco distante da Greenwood, c'è un grande obelisco, posto nel 1990 su una lapide preesistente, con incisi tutti i titoli dei blues di Robert Johnson. L'opera è stata pagata dalla Columbia Records e da privati del Mont Zion Memorial Fund. Secondo gli ultimi studi, è da considerarsi il sito più attendibile per la sua tomba.

             "Resting in the Blues" è la frase scritta su una piccola lapide intestata a Robert Johnson nel cimitero di Payne Chapel vicino a Quito, Mississippi

             La Sony Music ha restaurato la lapide sul terzo sito, sotto un enorme albero nel cimitero della Little Zion Church a nord di Greenwood lungo la Money Road.

Queste ambiguità non hanno fatto altro che alimentare ulteriormente la leggenda sulla sua vita e la sua morte.

Quello che scrivo qui di questo personaggio unico, visto che come ho detto all'inizio su di lui biografie se ne trovano a fatica, l'ho potuto scrivere semplicemente riportando le notizie che ho trovato grazie a Wikipedia, l'enciclopedia online più fornita.

Aggiungo solo un'ultima cosa, ho avuto occasione online di sentire la sua musica e la trovo veramente eccezionale per chi, come me, ama il blues. Quindi riporto qui di seguito un elenco di cd in cui potete trovare la sua musica nel caso foste interessati ad acquistarli (per quanto riguarda la reperibilità non posso aiutarvi, non so dove si  possano trovare e se sono difficili da trovare):

·         1990 - The Complete Studio Recordings - 2CD

·         1994 - King Of Delta Blues Singers

·         1997 - King Of Delta Blues

·         2003 - Martin Scorsese Presents the Blues: Robert Johnson

·         2004 - King Of Delta Blues Singers, Vol.2

·         2011 - The Complete Recordings - Centennial Collection - 2CD - Edizione Sony Columbia-Legacy completamente restaurata e rimasterizzata, pubblicata in occasione del centenario dalla nascita di Johnson.

mercoledì 24 ottobre 2012

Un gioco ukuleloso

Ciao a tutti i miei lettori. Oggi ho voglia di giocare un pò con voi, così anche da sapere meglio i gusti musicali di chi mi legge. Vi faccio qualche domanda e, se ne avete voglia, potete rispondere con un commento a questo post. Quale genere musicale preferite? Quale o quali cantanti e/o gruppi vi piacciono di più (sia italiani che stranieri)? E quale o quali musicisti di ukulele preferite (anche in questo caso sia italiani che stranieri)? Aloha! ;-)

martedì 23 ottobre 2012

Recensione ukulelosa del EP Appunti di viaggio - di El Pancho & Los Dorados Band


La recensione che scrivo oggi è su un EP, il primo, di Daniele Bianchini in arte El Pancho e della sua band chiamata El Pancho & Los Dorados Band. Questo artista, perchè di ciò si tratta, dice di sé: "La mia voce non ha delle estensioni vocali esagerate, diciamo che non sono un tecnico del canto. Mi ritengo uno che racconta dei pezzi di vita, accompagnandosi con l'ukulele". Dopo aver ascoltato più volte il suo lavoro, ritengo che ci sia molto di più di questo. In tutto. Compreso la voce che la ritengo, questo  è un mio parere personale, un mix di quella di Ligabue e quella di Vasco Rossi. L'EP in questione si intitola "Appunti di viaggio" e secondo me non poteva esserci titolo più azzeccato. I brani sono 5, di cui 3 cantati e due "solo" strumentali. Ogni brano ha una sua caratteristica, ma in generale devo dire che ascoltarli mi ha fatto proprio venire voglia di mettermi materialmente in viaggio. Nella raccolta oltre all'ukulele, come strumenti, vi sono anche basso, chitarra e armonica. All'interno vi è un insieme di brani diversi: folk, acustici, ecc...  Per esempio "Vite sospese" è un brano a mio avviso molto poetico che racconta di quanto sia importante per gli artisti essere apprezzati dal pubblico, senza il quale non esisterebbero. "Nu1702", il terzo brano della raccolta, è un brano strumentale, acustico molto particolare. Ascoltandolo con gli occhi chiusi mi ha dato proprio l'impressione di fare un viaggio, ma non un viaggio qualunque, nello spazio. In un'astronave, sulla Luna, su Marte, ecc... un viaggio nello spazio senza confini, da una parte all'altra. "Senza lasciarmi andare" ha, per me, un qualcosa che per certi versi mi ricorda alcune sonorità country. Ha un testo molto bello, oltre alle sonorità che mi piacciono molto, che racconta di come vuole insegnare ad una persona a camminare per il mondo con le proprie gambe però rimanendo sempre al suo fianco. Sia per aiutar questa persona nei momenti di bisogno, sia perchè comunque non potrebbe non stargli vicino. La trovo una canzone molto dolce, che può essere riferita ad una persona amata come ad un figlio o figlia che inizia ad affrontare il mondo. L'ultima canzone nella raccolta si chiama "Quintana Roo", è "solo" strumentale e anche questa l'ho ascoltata con gli occhi chiusi. E ci ho sentito tutta la speranza che si ha all'inizio di un viaggio, quando si parte. Ma anche l'allegria con cui si potrebbe fare un viaggio verso le proprie vacanze. Poi mi ha fatto venir voglia di spazi immensi, infiniti in cui correre, essere liberi di fare tutto quello che si ha voglia di fare senza pensarci o preoccuparsi di chi si ha intorno e mi ha fatto quasi sentire la soddisfazione che si prova dopo aver fatto una cosa del genere.  Ho lasciato alla fine di questa mia recensione il primo brano della raccolta "Viva Messico". E non l'ho fatto a caso. Per me è la più bella di tutta la raccolta. E' una canzone secondo me con un testo molto profondo, in cui parla di speranza, unione tra i popoli, paura della morte e del sogno che magari domani sarà il giorno in cui ci potremo stringere forte e lottare insieme per poter ottenere un mondo migliore. Questa canzone ha sonorità che mi hanno ricordato quelle latino americane e uno dei pregi che gli do è il fatto che mi ha fatto (scusate il gioco di parole) venire voglia di trovarmi in Messico, seduta sul bordo di una strada di campagna, in compagnia di amici a suonare tutti insieme l'ukulele. E questo per me è un pregio considerato che non ho mai avuto il desiderio in particolare di andare in Messico.
Avendo parlato di tutto il cd, brano per brano, concludo dicendo che secondo me è una gran bella raccolta che consiglio a tutti e consiglio di tenerla in auto. Perchè viaggiare con queste canzoni come colonna sonora dei vostri viaggi vi farà apprezzare ancora di più il trovarvi in viaggio. Per chi volesse scaricarsi la raccolta, lo può fare gratuitamente a questo link: http://archive.org/download/AppuntiDiViaggioEPPR14/PanchoEPPR14.zip
E qui sotto potete vedere la foto della copertina del EP.

FRONTE:
 
 
RETRO:
 
 


lunedì 15 ottobre 2012

Compleanno ukuleloso di Remco Houtman-Janssen!

Continuano gli auguri che voglio fare a persone di spicco, importanti e famose nel mondo dell'ukulele. Oggi è il compleanno di Remco Houtman-Janssen, che forse alcuni lo conoscono meglio come Ukulelezaza. Tantissimi auguri da parte mia e penso di non sbagliare dicendo anche da parte di tutti i miei lettori!!! Happy Birthday Ukulelezaza!!!

lunedì 1 ottobre 2012

Informazione ukulelosa di servizio a tutti quelli che possono essere interessati

Come avete potuto notare e ... sentire, sono riuscita ad inserire la musica di sottofondo nel mio blog. Sarebbe mia intenzione dare la possibilità a chi ha fatto canzoni in cui suonano almeno un ukulele di metterle in sottofondo al mio blog. Questo per la durata di un mese, in modo da dare spazio a tutti. Chi fosse interessato e volesse sapere come procedere mi può scrivere in privato alla mia mail personale che è questa: ulisse@gescad.it


As you have seen and ... feel, I managed to insert background music in my blog. It would be my intention to give an opportunity to those who have made songs they play at least one ukulele to put them in the background of my blog. This for the duration of one month, in order to give space to all. If you are interested and wanted to know how I can write to my private personal email which is this: ulisse@gescad.it
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