sabato 27 giugno 2015

Aperitivo hawaiano con ukulele ai lidi ferraresi!

Per chi ancora non lo sapesse tra i miei lettori, sto organizzando un piccolo evento insieme ad un'amico e la collaborazione de Il Mercatino dell'Ukulele. Il bagno di cui si parla nell'immagine qui sotto potete vederlo a questo link: http://www.playgroundbeach.com/
Un modo per passare qualche ora al mare tutti insieme divertendosi con l'ukulele e, per chi ancora non lo suona, un'occasione per avvicinarsi e scoprire questo bellissimo strumento. E per chi ha Facebook ecco il link dell'evento: https://www.facebook.com/events/671866452956823/
Vi aspettiamo numerosi!!!


lunedì 13 aprile 2015

Intervista ukulelosa agli Ukus In Fabula

I membri del gruppo sono: Uliano Bruner, Daniele Dencs e Claudio Perini, anche se ad essi si uniscono altri artisti. Ma l'intervista che vi propongo oggi è per questi tre musicisti componenti di un gruppo che propone un genere che va da Bob Dylan a Bob Marley. E che recentemente ha provato anche l'avventura di proporsi nel programma Italia's got talent, oltre ad aver partecipato al programma Si può fare. Ecco qui di seguito l'intervista e ringrazio il gruppo per avermi dato l'opportunità di farla.

Come descrivereste il vostro background musicale?
D. Pieno di tante cose, ascolto un po’ di tutto, anche se la mia passione rimane l’opera. Ho studiato e suonato tanto country, tanto pop, e tanto blues.


C. Vengo dalla musica classica (pianoforte e composizione) e dalla chitarra rock... con tutto quello che c'è in mezzo!

U. Estremamente complesso, perché in passato ho spaziato tra artisti e generi  diametralmente opposti, il che mi ha portato ad apprezzare le più minuscole sfaccettature e a conoscere la musica da un punto di vista elitario.



Qual è il vostro approccio globale alla musica in generale?
D. E’ sempre stata una compagna di viaggio, una di quelle che sta lì sempre, quando vuoi, e ti accoglie a braccia aperte ogni volta che giri lo sguardo verso di lei.

C. Cerco di ascoltare tutto senza pregiudizi.

U. La musica, tutta, è strumento di sfogo e di comunicazione. Chi suona o semplicemente chi canta, ha una marcia importante in più rispetto a chi non la fa. Se poi trovi la musica giusta, cioè quella che fa per te, questa magia aumenta in maniera esponenziale!

Da quanti anni suonate l’ukulele?
D. Ho iniziato con l’ukulele basso più di tre anni fa, comprandolo in America a scatola chiusa. Da lì, si è aperto un mondo, che ha portato un sacco di persone, musicisti, avventure nuove.

C. Da un anno, grazie agli Ukus in Fabula.

U. Poco più di due anni, ma lo suono mediamente un’ora al giorno, escluse le lezioni, gli spettacoli e le serate.

Come avete conosciuto l’ukulele? Chi o cosa vi ha spinto ad iniziare a suonarlo?
D.
L’ukulele, lo conosco da sempre praticamente, da Rino Gaetano, Marylin, dalle note di Over the rainbow. Cosa ti spinge a suonare l’ukulele? Non saprei… ti ci ritrovi dentro e non ne esci più!

C. Come molti, per gioco e curiosità!  Chi: Daniele Dencs degli Ukus in Fabula! :)

U. Conosciuto decine di anni fa e dichiaratamente sottovalutato, l’ho ripreso in considerazione circa due anni fa vedendo una band che lo suonava:  automaticamente è scattato il sorriso, come per magia. Era il 24 dicembre, verso sera. Due giorni di bava alla bocca ed il 27 sono entrato in un negozio e ne sono uscito con il mio primo modello (buonino) da 80 euro. Attualmente ne possiedo una quindicina.

Quando avete acquistato il vostro primo ukulele, come avete iniziato a capire come si suona?  Come avete iniziato ad imparare a suonarlo? Tramite Internet, libri, dvd… o cos’altro?
D.
Tutto da autodidatta, perfezionando poi le conoscenze dell’ukulele soprano con il collega Bruner!

C. Ho iniziato trattandolo come una chitarra "piccola", poi in realtà ho scoperto che ha una sua tecnica peculiare che ho approfondito incontrando ukulelisti affermati e seguendo i grandi dell'ukulele su youtube!

U. Provenendo da un background musicale abbastanza completo,  la sola difficoltà è stata acquistare una posizione corretta strumento/corpo  e per le singole mani: tale difficoltà è stata superata nel giro di qualche decina di minuti, dopodiché il grosso è stato fatto da tutorial sul web e pagine di settore dedicate. Tuttavia, una volta acquisite le conoscenze di base ( accordi, tecniche, ecc…) il mio percorso formativo è continuato, e prosegue tuttora su tecniche più complesse e stili specifici dello strumento meno adatti al “profano”, che semplicemente non funzionano su altri strumenti.

Che genere preferite suonare con l’ukuele? E che taglia preferite: sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele..?
D.
Beh… Suono tanto country con l’ukubasso.. va bene come risposta? J

C. Essendo grande e grosso e dotato di "palanche" generose, mi trovo a mio agio col Tenore. Mi piace molto la musica country-rock!

U. Il mio “Mentore” (Daniele Dencs) mi illuminò sul fatto che ogni musica è tale, dai colossi agli artisti sconosciuti, dal commerciale al jazz… Con l’ukulele si suona tutto. E se qualcosa stona, bastano piccoli riarrangiamenti per rendere una canzone strasentita nuova e coinvolgente. Ancora, con l’accordatura a sol alto, ed una buona tecnica di FINGERPICKING ( melodia ed armonia suonate assieme)e  con un solo ukulele soprano si fa quello che si farebbe con due chitarre!! Soprano e concerto standard  sono i must: il resto  è carta da parati!!

Voi che avete sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potreste descrivermi la differenza?
D.
Rimetto ai miei colleghi la risposta… Io ho provato tanti bassi, di tante marche, ed ognuno ha le proprie potenzialità!

U. Più grande è la cassa più profondo e caldo è il suono:  fare un accompagnamento con un tenore è quasi uno spreco, così come fare un assolo con un soprano può apparire limitativo e frustrante.
In linea di massima utilizzo il soprano per le ritmiche ed il concerto per arpeggi e fingerpicking ( anche se spesso “rigiro” le parti!): molto comunque, dipende proprio dal pezzo che sto suonando.
Il tenore lo lascio ai professionisti delle scale e degli assoli, nonostante eserciti su di me un discreto fascino. Se dovessi utilizzare un baritono, tornerei a suonare la chitarra!!!
Sulle marche, non metto bocca: basta che la tastiera sia intonata, la differenza la fanno le corde.



A chi deve iniziare, come primo ukulele quale taglia consigliate?
D.
Ovviamente un soprano!

C. Sempre e comunque il soprano, che ha il sound caratteristico dell'ukulele!

U. Il soprano:  perché, a parte il fatto che è l’ukulele per eccellenza,  è quello su cui il neofita si può sbizzarrire di più come scelta, rimanendo su fasce di prezzo contenute.  Sarà poi  l’istinto e l’esperienza  del musicista stesso ad indirizzarlo verso  conferme o scelte eventualmente differenti

Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca consigliate per chi è alle prime armi e quale per chi vuole uno strumento valido per iniziare a suonare seriamente facendo serate dal vivo?
D.
Abbiamo un rapporto di amicizia e collaborazione con la Kala e con il Mercatino dell’ukulele, quindi, sicuramente rivolgendovi a loro, troverete persone competenti che sapranno indicarvi lo strumento più adatto!

C. consiglio un Mahimahi, strumento economico ma dal rapporto qualità prezzo vincente! Io stesso ne uso uno dal vivo con soddisfazione.

U. Dipende dal tipo di impronta che si vuole dare:  per un solista un concerto od un tenore, ma per chi fa strumming (l’accompagnamento classico con l’ukulele) il soprano è il più adeguato. Fermo restando, tuttavia, che il suono amplificato andrà sempre “corretto” ed eventualmente effettato a piacere del musicista.

Quali sono i parametri, tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc… che l’ukulele deve avere per essere un buon ukulele? Quali sono le caratteristiche che bisogna guardare per capire se il tal ukulele è un buon ukulele?
D.
Trovarcisi a ‘pelle’ è di certo la cosa migliore. Nessuno potrà imporre mai uno strumento che non senti ‘familiare’ tra le mani.

C. La prima cosa è sicuramente la tavola in legno massello (koa e mogano i miei preferiti).
poi una buona qualità delle meccaniche, infine corde Aquila Red che fanno veramente la differenza.

U. Assolutamente nessuna!! L’ukulele “ideale” deve soltanto piacere esteticamente, per fare in modo che il possessore lo senta davvero suo. Con il tempo e con la voglia di continuare le esigenze indirizzeranno l’acquirente verso modelli più performanti e, ovviamente, costosi, ma sempre a suo gusto. Unica necessità, a qualsiasi livello di strumento, è il cambiare le corde con quelle che più si preferisce, ma che devono garantire standard elevati: un ukulele da milioni di euro con delle corde non professionali suonerà sempre peggio di uno da 20 con delle buone corde.  E su questo non si discute.

In questi ultimi anni c’è stato sempre una diffusione maggiore di questo strumento, anche in Italia. Secondo voi a che cosa si deve questo boom?
D.
Forse al fatto che costa poco, fa sorridere e si può portare ovunque? O forse al fatto che la nostra opera di diffusione sta funzionando? J

C. Secondo me è dovuta al bisogno di serenità e di ritrovare una dimensione giocosa in un mondo sempre più teso e drammatico.

U. In realtà l’ukulele non è mai tramontato del tutto:  data la sua grande diffusione a livello mondiale, si è visto come il calare di popolarità da una parte del pianeta equivalesse ad un’affermazione  dello strumento dalla parte opposta; adesso è il momento dell’Italia, anzi dell’Europa ( viste le continue manifestazioni che ruotano intorno ad esso). Grazie anche ad una propaganda musicale operata dai musicisti di settore e dall’impronta didattica, prevalentemente rivolta ai bambini in tenera età (per i quali è, ovviamente, particolarmente adatto!)  l’ukulele sta prendendo piede ovunque, perché accorcia le distanze tra pubblico ed artista rendendo tutte e due le parti protagoniste dello stesso spettacolo e, allo stesso tempo,  tra musicista e musica. Senza tralasciare i “tecnicismi” musicali, peraltro fattibilissimi, diventa veicolo di comunicazione comune tra chi suona e chi ascolta, disintegrando letteralmente le barriere del palco, al punto che, sempre più spesso, chi ascolta un ukulele suonare diventa suonatore di ukulele a sua volta avvicinandosi in maniera indolore e piacevole ad un apprendimento musicale nuovo, facile e funzionale.

Che consiglio vi sentite di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque a chi è alle prime armi?
D.
Venite ai nostri corsi per principianti! Ci si diverte, si incontra gente e si suona in allegria!

C. Suonate tanto, suonate ovunque... e soprattutto suonate insieme!

U. Se avete scelto di imparare a suonare un ukulele avete già fatto i tre quarti del lavoro.  Adesso manca solo qualche nozione ed un po’ di esercizio.

Siamo arrivati alla fine dell’intervista, vi ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Volete chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?
D. Seguiteci, gli UKUS IN FABULA cercano persone che vogliono passare una serata divertente, che non è solo ascoltare un concerto, ma farne parte e divertirci tutti insieme!

C. Grazie a te! Aiutiamo a diffondere la cultura dell'ukulele nel nostro bellissimo paese!

U. Se non sapete suonare, imparate a suonare un ukulele. Se sapete farlo, ma con un altro strumento, imparate a suonare un ukulele lo stesso.  Ed iniziate a sorridere!!

mercoledì 8 aprile 2015

Recensione di The IrishUke dei The Johnny Bemolle's

Il secondo EP dei The Johnny Bemolle’s  s’intitola The IrishUke. E’ composto da tre canzoni e lo potete scaricare, al prezzo che volete voi, qui: https://johnnybemolle.bandcamp.com/album/the-irishuke-ep

Apro una parentesi perché voglio precisare che quel che scrivo nelle mie recensioni sono sempre le emozioni, le sensazioni, che mi trasmettono le canzoni ascoltandole. Ma senza una traduzione letterale del testo, una cosa istintiva. Perché ritengo sia la cosa più importante per una canzone, sentire quel che trasmette a pelle, istintivamente senza farsi condizionare da nulla.

E’ un EP che parte subito forte con la prima canzone: Whiskey in the jar. E’ una canzone che sprizza energia da ogni nota, è come un viaggio a cavallo attraverso l’Irlanda. Un viaggio fatto con amici che contribuiscono a rendere ogni momento allegro ed indimenticabile. Ascoltandola non si può evitare di sentirsi di buon umore.

La seconda canzone The wild rover,  ha secondo me pure lei un impatto forte per chi ascolta. Io lo vedo come un viaggio interiore di una persona che deve prendere una decisione importante, ha l’entusiasmo per farlo ma anche la paura di quel che questa decisione potrà portare, le conseguenze. Ma alla fine, quando si decide di andare avanti nonostante le paure ecco che ci si sente più leggeri, perché si riesce finalmente a capire che è stata presa la strada giusta.  Per questo il finale della canzone ti lascia con una sensazione positiva di felicità e soddisfazione.



La terza ed ultima canzone di questo EP è The fields of Athenry. E’ il degno finale di questa raccolta. Trasmette la pace dei sensi, quella pace che si raggiunge quando si ha la consapevolezza di aver ottenuto dalla vita tutto quello che era possibile per noi ottenere. E ci si gode questo risultato stesi su un prato, un paesaggio tipico Irlandese, su una scogliera, da cui si può osservare l’oceano ed il cielo.

In generale ritengo essere molto bello questo EP. In tre canzoni abbiamo la possibilità di ascoltare entrambi i componenti di questo duo, sia come cantanti principali, sia come coro, sia come duetto in cui non c’è una voce meno importante dell’altra.  Ed entrambi sono cantanti veramente molto bravi! Questo è un EP che consiglio a molte persone: a chi piace la buona musica, a chi piace le atmosfere irlandesi e a chi è appassionato dell’ukulele…. Insomma, lo consiglio a tutti!

martedì 31 marzo 2015

Intervista ukulelosa ai The Johnny Bemolle's

E dopo aver recensito il loro primo EP non poteva mancare l'intervista a questo fantastico duo!

1.       Come descrivereste il vostro background musicale?
Siamo appassionati di folk ma anche di rock più deciso. Veniamo da esperienze musicali diverse tra di loro e rispetto a questo genere, e questo influenza molto la musica che facciamo.
2.       Qual è il vostro approccio globale alla musica in generale?
Curiosità e rispetto per tutto, la musica non è mai competizione!
3.       Com’è nata l’idea di questo progetto, questo duo?
Antonello ha iniziato quasi come esperimento a suonare cover folk in piccoli locali da solo, poi per motivi diversi dalla musica ha incontrato Eleonora a cui piacque molto l’idea. Di li a trovarsi in sala prove è stato facile.
4.       Da quanto tempo esiste il vostro gruppo?
Ufficialmente circa un anno, ci siamo dati un nome e un’idea chiara intorno al San Patrizio del 2014.
5.       Come è venuta l’idea di inserire l’ukulele tra gli strumenti suonati?
Essendo in due ci piaceva l’idea di proporre più suoni diversi, suonando più strumenti ognuno, quindi l’ukulele ci sembrava perfetto.
6.       Quali sono i vostri progetti futuri?
Suonare le storie di Johnny in giro e condividerle con più persone possibile!
7.       Da quanti anni suoni l’ukulele?
Antonello: da circa 3, è stato l’ultimo strumento a corde che ho iniziato a suonare
8.       Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?
Antonello: l’ho conosciuto molto tempo fa ma devo dire che inizialmente non l’ho approfondito molto, mentre quando ho iniziato ad appassionarmi ad alcuni ukulelisti, Blue Dean Carcione su tutti, ho deciso di imparare a suonarlo per bene.



9.       Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?
Antonello: il mio primo ukulele me lo hanno regalato mia sorella e mio cognato per Natale, e ho iniziato completamente da autodidatta essendo già chitarrista.
10.   Che genere di musica preferisci suonare con l’ukulele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?
Antonello: mi sto trovando molto bene con l’ukulele concert, in genere per ora ci sto suonando folk e blues prevalentemente, tutte cose molto ritmate.
11.   Hai provato diversi modelli di ukulele? Potresti descrivermi la differenza secondo te?
Antonello: dalle dimensioni differenti dipende molto il suono, per esempio il soprano e sopranino perdono molto in bassi ovviamente. Per il resto è molto importante la tastiera, come in tutti gli strumenti a corde.
12.   Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?
Antonello: il soprano è perfetto, è comodo da trasportare e non ha molto volume, ottimo per non disturbare la quiete quando ancora si “strimpella” non benissimo.
13.   Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?
Antonello: io sto usando un Ibanez elettrificato che per ora dal vivo va benissimo, non ho mai avuto problemi. Come sempre preferirei suonare con un buon microfono davanti allo strumento, ma è molto più pratico avere un buon ukulele elettrificato.
14.   Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?
Antonello: essendo abituato bene da buone chitarre acustiche ed elettriche guardo molto alla tastiera, deve essere comoda prima di tutto. Altra cosa da non sottovalutare mai sono le corde, fanno la differenza.
15.   Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom?
Antonello: secondo me alla riscoperta di uno strumento semplice da iniziare a suonare ma che poi ha grosse potenzialità.
16.   Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?
Antonello: di guardare tanti video tutorial online, siti tipo youkuele.com e soprattutto farsi invogliare ascoltando ukulelisti bravi per capire cosa si riesce a fare con questo “semplice” strumento.
17.  Siamo arrivati alla fine dell’intervista, vi ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Volete chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

Di suonare, con pazienza e sacrificio se necessario, che sia l’ukulele o qualsiasi altro strumento, che sia il folk o qualsiasi altro genere, perchè alla fine la musica restituisce tutto, con gli interessi. E soprattutto ascoltate musica nuova sempre, andate a concerti di musicisti che non conoscete, insomma, siate curiosi!

mercoledì 25 marzo 2015

Recensione di One-way, il primo EP dei The Johnny Bemolle's

Il primo EP dei The Johnny Bemolle’s  s’intitola One-way. E’ composto da cinque canzoni e lo potete scaricare, al prezzo che volete voi, qui:
La prima canzone, il cui titolo è semplicemente Johnny, mi riporta indietro nel tempo. A vedere un film in bianco e nero e muto, proiettato con quei vecchi proiettori anni ’40, in cui si racconta la storia del Johnny del titolo. Un film muto, ma che non ha bisogno delle parole per colpire, che racconta una storia di cui non ci si stanca mai.
La seconda canzone s’intitola East Paris ed è una canzone fantastica. L’ideale da ascoltare mentre si gira per Parigi, alla ricerca degli angoli più nascosti e caratteristici della città. Ha un’energia che appena trovi quel che stavi cercando, ti fa ripartire immediatamente alla ricerca di un altro angolo caratteristico di Parigi. Come se la città non ti bastasse mai e vuoi sempre trovare posti nuovi che ti lascino senza parole.



La terza canzone è The cripple of Bruges. E’ un brano per certi versi spiazzante. Alterna momenti in cui ti scateneresti in un ballo dalle tinte rock, a momenti in cui se chiudi gli occhi ti sembra di fluttuare nell’aria dolcemente. E’ difficile descriverlo in altro modo per me, la cosa migliore per capire cosa intendo penso sia semplicemente ascoltarla.
Il quarto e penultimo brano di questo EP è Molly Malone (in Dublin's fair city). Questa mi sento di dire che è semplicemente un inno alla città di Dublino. Si respira la tranquillità, la spensieratezza e l’allegria che si possono trovare in un locale tipico di Dublino, quindi è un brano che trasmette serenità e felicità per trovarsi in un luogo del genere.
L’ultimo brano di questa raccolta è Scotland (Johnny reprise). E’ un brano strumentale, molto bello. Lo vedo bene come “sigla finale” di un viaggio in Scozia che si sta concludendo. Un viaggio che ha portato divertimento e appagamento, un viaggio che si desiderava da tempo di fare e che finalmente è stato fatto. Ed è andato proprio come ci si aspettava che andasse, lasciandoci con il sorriso sulle labbra.
Questo primo EP del duo formato da Antonello D'Ippolito ed Eleonora Bove ha brani molto significativi. Sono partiti con il botto per farsi conoscere, perché fanno sentire la loro bravura sia come cantanti interpreti, sia come musicisti. E’ un EP che consiglio sia a chi ama l’ukulele, sia a chi ama viaggiare. Insomma, è una raccolta di brani che fa bene a tutti!

giovedì 12 marzo 2015

Intervista ad Aldrine Guerrero

Eccoci qui con un’intervista. E come sa chi mi segue, le interviste che faccio sono sempre a personaggi di un certo spessore nel mondo dell’ukulele.  Il personaggio in questione stavolta è tra i più importanti al mondo, sia per la bravura nel suonare il nostro amato strumento che nell’insegnare l’arte del suonare l’ukulele. Ho avuto la fortuna di aver partecipato ad un suo workshop e di averlo sentito esibirsi dal vivo, sono rimasta incantata nell’ascoltarlo ed a bocca aperta nel vedere con i miei occhi la tecnica che padroneggia…. Un mito Aldrine Guerrero!

1.    Can you tell us something about your musical background? Come descriveresti il tuo background musicale?

I took music in high and in college. I was very much involved in ukulele from high school. We started a hawaiian music club and tried to perpetuate hawaiian music and culture through music. I also competed in numerous competitions through ukulele and my clarinet. I am proficient ukulele, guitar, bass, clarinet, and saxophone. I started playing professionally when I was 14 and started out at church and coffee shops.

Ho studiato musica al liceo e al college. Ero molto lanciato con l'ukulele fin dal liceo. Aprimmo un locale di musica hawaiana cercando di diffonderne anche la cultura attraverso la musica. Ho anche gareggiato in svariate competizioni con l'ukulele e il clarinetto. So suonare bene l'ukulele, la chitarra, il basso, il clarinetto e il sassofono. Ho iniziato a suonare professionalmente quando avevo 14 anni e ho iniziato nelle chiese e nei bar.

2.    What’s your favourite music? Do you listen to everything or do you prefer only some kind of music? Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

I listen to all types of music. It really just depends on what mood I'm in. I usually like to listen to a lot of Rock, reggae, acoustic, and oldies.

Ascolto tutti i tipi di musica, in base all'umore del momento. Normalmente ascolto rock, reggae, acustica e brani classici.

3.    How long did you play ukulele?  Da quanti anni suoni l’ukulele?

I've been playing the ukulele for about 16 years now.

Suono l'ukulele  da circa 16 anni ormai.

4.    When did you start playing ukulele and why? Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

I started playing ukulele when I was 14 and I started playing it because a lot of music on the radio in Hawaii had ukulele in it. So to jam with my friends between classes, I picked up the ukulele.

Ho iniziato a suonare l'ukulele quando avevo 14 anni perché molta musica hawaiana alla radio proponeva pezzi con questo strumento. Quindi per divertirmi e fare prove con i miei amici durante il periodo di scuola, ho preso in mano l'ukulele.

5.    When did you buy your first ukulele? How did you learn playing ukulele? Did you use internet, books, dvds…?  Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?

I bought my first ukulele when I was 14. It was an ukulele called "Prelude" then a year later bought a concert Kamaka ukulele. I learned how to play from my friends who already knew how. We just traded ukulele knowledge between classes.

Ho comprato il mio primo ukulele quando avevo 14 anni. Si chiamava "Prelude", poi un anno più tardi comprai un ukulele concert Kamaka. Ho imparato dai miei amici che già lo suonavano: condividevamo le tecniche e gli stili a scuola.

6.    What kind of music do you like to play with your ukulele? Which size of ukulele do you prefer (sopranino, soprano, concert, tenore, baritone, banjolele…)?  Che genere di musica preferisci suonare con l’ukuele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?

I like to play all different kinds of music with my ukulele. I prefer to play tenors because they are the most versatile when it comes to playing different genres.

Mi piace suonare tutti i diversi generi di musica con il mio ukulele. Preferisco suonare i tenori perché sono più versatili quando si tratta di suonare generi diversi.

7.    You surely played a lot of types of ukulele. May you describe us the differences among them? Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza secondo te?

For me, each ukulele is unique because they all have a different voice. The larger the ukulele, the deeper the sound, or voice that it has. So I just adjust according to what I'm playing. Soprano ukulele are more for traditional hawaiian ukulele and tenors are more for other genres. A concert pretty much falls in both categories.

Per me ogni ukulele è diverso nella forma e nel suono. Più grande è lo strumento, più profondo è il suono. Di conseguenza mi adatto a quello che sto suonando. I soprano sono più adatti alla musica tradizionale hawaiana e i tenori per gli altri generi. Gli ukulele concert ricadono pressapoco in entrambe le categorie.



8.    Which ukulele size do you suggest to beginners? Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?

I would suggest a concert size for a beginner. It's not too small or big so it fits for pretty much everyone.

Suggerirei una taglia concert per un principiante. Non è né tanto grande né tanto piccolo e va bene per chiunque.

9.    What’s your favourite ukulele brand? Which brand would  you suggest  to beginners and for  musicians? Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?

My favorite brand is Kanile'a ukuleles. I suggest trying out as many brands as possible and whichever one speaks to you is the perfect ukulele.

La mia marca preferita è la Kanile’a. Suggerisco di provare più marche possibile per trovare quello che al proprio orecchio suona meglio.

10.  Which parts of the ukulele are important (strings, wood, bridge…)  to increase the quality ? How do we understand if our ukulele is a good ukulele? Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?

All those components will affect the ukulele. For me, it's the wood and the craftsmanship. The type of wood that you use will determine what kind of sound you'll get from the ukulele. The craftsmanship will determine if it will sound good or not. You could have the best wood but if you slack on the craftsmanship, you wont get a good sound. Also vice versa.

Tutti quei componenti influenzano l'ukulele. Per me è il legno e le tecniche di costruzione. Il tipo di legno che si usa determina il tipo di suono, mentre la costruzione determina se questo suono sarà buono o no. Si può avere un buon legno, ma se si lesina sulla costruzione il suono non sarà buono, e viceversa.

11.  Ukulele became so popular in Italy and all over the world recently: what do you think about this and  what are the reasons of these growing? Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom?

I think it's because the ukulele brings a certain fellowship to all who plays it. It brings people together and since the sound is primarily happy and positive, people tend to gravitate towards this instrument. People create groups that play together so people can enjoy it more and also helps spread the word about it.

Penso perché l'ukulele trasmette una certa familiarità a chi lo suona. Può unire le persone e siccome il suono è principalmente felice e positivo, queste tendono a gravitare intorno allo strumento. Si creano gruppi che suonano insieme così è possibile divertirsi di più e diffonderne la conoscenza.

12.  Do you have any suggestions for ukulele beginners? Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?

I suggest starting out with songs that you like. Have fun with the instrument and make sure to share it with others. It's always fun with more people jamming.

Suggerisco di iniziare con canzoni che ci piacciono. Divertirsi con lo strumento e assicurarsi di condividerne l'esperienza con altri. Più si è a suonare, meglio è.

13.  We’re at the end of this interview… Thanks for your patience and kindness!  Would you like to say something to our ukulele fans ? Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

I just wanna say thanks to all Italian ukulele players! I had a wonderful time in Italy and I would love to come back. Italy will always be a special place for me and my future wife. Great people, great views, and great food! We LOVE Italy! Hope to see you guys again soon.

 Voglio solo ringraziare tutti i suonatori di ukulele italiani. Mi sono divertito tantissimo in Italia e spero di tornarci: sarà sempre un posto speciale per me e la mia futura moglie. Belle persone, bei paesaggi e ottimo cibo! AMIAMO l'Italia! A presto.
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