giovedì 8 settembre 2016

Recensione CD In this life - degli Ukulele Lovers

Il cd di cui mi accingo a fare la recensione è del gruppo, di cui parlo nella loro intervista sempre in questo blog, il cui nome è Ukulele Lovers. Ed il cd è il loro primo e si intitola “In this life”. Non me ne voglia il gruppo ma intanto inizio raccontandovi cosa trovate nel cd se lo acquistate. Hanno avuto l’idea originale di mettere le loro foto da bambini e i nomi corrispondenti dietro il cd, in modo da creare il gioco di indovinare quale bambino è chi. In più hanno stampato il testo con gli accordi, e lo schema su come si formano tali accordi, della prima canzone presente nel cd. Altra cosa che ritengo molto originale ed interessante per gli appassionati che vogliono provare a suonare qualcosa di semplice, gli accordi sono semplici anche per neofiti dell’ukulele, e bello. In più faccio notare, cosa non così scontata per un primo cd, che è ricco di brani. Infatti ne contiene ben 13. Detto questo inizio ora la vera recensione del cd.

Il primo brano si intitola “Ukulele lovers family”. Scritto da Annika Borsetto, una componente di questo gruppo, con questo brano il cd parte subito a 1000! Ascoltarlo infonde la voglia di suonare l’ukulele, rende benissimo l’idea di come ci si sente suonando l’ukulele… un mix di felicità e libertà da ogni convenzione, come dire: “basta suonare un ukulele per essere felici e mostrarsi al mondo senza maschere”. Insomma, è un brano che sprizza gioia e libertà da ogni nota. Per fortuna hanno avuto la grande idea di mettere il testo con gli accordi nella custodia stessa del cd, così che chiunque ne sente la voglia e ha un ukulele può iniziare a suonare questo bellissimo brano.

Il secondo si intitola “If I ain’t got you” ed è una cover di un brano di Alicia Keys. Che dire, la versione ukulelistica non ha niente da invidiare all’originale. Mantiene “l’anima nera” del brano con quel tocco in più che solo l’ukulele sa dare. Un brano che emoziona dall’inizio alla fine.

“Guacamole ukulele song” è un brano di Lauren Fairweather. Ma come si fa?! Come si può star fermi e non ballare seguendo il ritmo di questa canzone? Ti spinge a muoverti, ti infonde un’energia incredibile. Se dovessi descrivere questa canzone con una sola parola l’unica che mi viene in mente è… WOW! Ho sentito anche l’originale e devo dire che mi piace di più questa, secondo me avendo a disposizione più ukulele viene fuori un coinvolgimento maggiore di chi ascolta.

“Five in the morning” di Milena Dolcetto, una componente di questo gruppo. Faccio fatica a dire il genere di questa canzone, per me è un connubio, un insieme di generi Country, vecchio Blues e quelle canzoni che si cantavano nelle piantagioni americane mentre si lavorava. Non so se sia voluto o no quest’insieme, ma rende la canzone unica e molto bella. E visto il titolo… la canzone ideale per iniziare la giornata svegliandosi con il ritmo giusto.

“Eastern Lullaby” di Andrea Boschetti, componente di questo grande gruppo. E’ un brano che mi fa tornare all’epoca in cui c’erano i grandi Luna Park, l’epoca in cui ci si incantava guardando una ruota panoramica… Mi fa immedesimare in una bambina che vede per la prima volta il Luna Park e si stupisce di tutto, viene travolta dalla gioia nel vedere quelle luci, sentire quei suoni. E vuole provare tutte le giostre presenti, si fa trascinare in una girandola di emozioni che non aveva mai provato prima. In poche parole è un brano che mette di buonumore.

“Don’t think twice, it’s all right” è una cover di un brano di Bob Dylan. Anche in questo caso niente da dire, ottima versione. Rimane l’anima malinconica dell’originale, ma cantata da una voce femminile e con il suono dell’ukulele… Ritrova l’originalità, come se fosse stato Bob Dylan ad aver fatto una cover di un brano degli Ukulele Lovers e non viceversa.



“Overjoyed” anche questa una cover, ma di un brano di Stevie Wonder. Ascoltando questa canzone sono stata catapultata in un locale esclusivo degli anni 40 in cui si esibivano grandi voci “nere”. La canzone in sé mi fa pensare a qualcuno che si tiene tutto dentro fin a che non ha il coraggio di esprimerlo e alla fine questo gli provoca tanta gioia. Ma non si tratta solo di questo, la voce femminile che interpreta questo pezzo potrebbe essere tranquillamente di una ragazza nera che andava ad esibirsi in quei locali negli anni 40. Non so quale componente del gruppo canta questa canzone, ma chiunque sia non posso che complimentarmi con lei per la sua voce. È una voce molto rara da trovare in persone non di colore, veramente una bellissima voce.

“Old Dan Tucker” è una cover di Daniel Decatur Emmett. Con questa canzone facciamo un tuffo nel vecchio West. E’ impossibile ascoltarla senza iniziare a ballare tanto è coinvolgente. Poi quel tocco di originalità viene dato dal Kazoo… Anche questo brano non è da meno rispetto a quelli sentiti finora.
“Il respiro di te” è la cover di un brano di Cinzia Laura Di Mattia e Barbara Fortin. Con questa canzone basta chiudere gli occhi e si torna negli anni 70. Lo so che per molti sto per dire un’eresia, ma ascoltando la voce che la interpreta in questo cd… Mi fa pensare alla voce della grande Mina.

“Let’s go!” di Annika Borsetto, una componente del gruppo. E’ semplicemente la canzone ideale per quei momenti in cui non si ha voglia di iniziare la giornata o di lavorare… Ascoltarla mette l’energia e l’allegria che manca nei giorni che sembrano nascere negativi.

“Happy” cover di un brano di Pharrell Williams. Come dice anche il titolo… è felicità ascoltare questa canzone. Poi se si aggiunge che non si può fare a meno di scatenarsi nel ballo… Una cover che rende onore a questa famosa canzone. Anche in questo caso l’ukulele non delude, si può suonare qualsiasi genere con questo piccolo grande strumento.

“Bei mir bist du shein” cover di un brano di Jacob Jacobs e Shofom Secunda. La canzone parte in sordina, con un tono di tristezza e poi… improvvisamente esplode. In un insieme di suoni, ritmi e colori che basta chiudere gli occhi per vederli. E si balla.

“Mercedes Benz” cover di un brano di Janis Joplin. E con questo brano il cd si chiude con il botto! Fa venire voglia di ballare, ci si sente invasi da un’energia che non puoi fare a meno di esprimere. Mette di buon umore.


Che dire di questo cd? Quando l’hai ascoltato come minimo ti infonde energia e felicità, questo nel caso peggiore. A me personalmente quando ho finito di ascoltarlo mi viene voglia di ricominciare dall’inizio ed ascoltarlo ancora. Inutile dire che è un cd imperdibile per chi ama l’ukulele, ma lo è anche solo per chi ama la buona musica capace di trasmetterti emozioni. Lo consiglio a tutti! Complimenti agli Ukulele Lovers!

martedì 6 settembre 2016

Intervista ukulelosa agli Ukulele Lovers

Oggi vi propongo, dopo tanto tempo di inattività e per questo vi chiedo scusa, un'intervista ad un gruppo italiano nuovo composto da 13 elementi... Gli Ukulele Lovers. Spero che questa piccola intervista contribuisca a farli conoscere ancora di più, perché lo meritano. Sono veramente molto molto bravi. Essendo così tanti, ognuno di loro ha risposto ad una domanda. Eccovi l'intervista.

1. Come descrivereste il vostro background musicale?
(Annika) Il nostro background musicale? Domanda interessante... diciamo pure che la nostra musica è il prodotto di tante, tantissime esperienze diverse di vita che ognuno di noi 13 ha fatto nella propria vita. Ogni fase di vita, momento importante, situazione del quotidiano ci fa scrivere suonare e cantare ciò che viviamo. Direi quindi che... il nostro è una macedonia, insalatona nonché un pasticcio di generi musicali che abbiamo ascoltato e amato e che a modo nostro interpretiamo, oggi. Domani... è un altro giorno e il mood cambierà nuovamente. Ci piace il movimento... non amiamo le cose statiche ma la continua evoluzione nelle nostre menti.

2. Qual è il vostro approccio globale alla musica in generale?
(Ilaria) Come mi approccio alla musica? L'ascolto, la faccio, non posso farne a meno! Da quando ho scoperto la musica non l'ho mai lasciata, anche se certe volte può essere faticosa o poco meritocratica. Ho sempre sentito una grande e istintuale motivazione nei confronti del mondo musicale. È dentro di me. È lo stesso sentimento che si prova quando siamo innamorati o mangiamo una cosa buonissima... Sono vibrazioni positive! Per godere di tutto questo non serve essere intonati o super musicisti, basta ascoltare o strimpellare, cantare sotto la doccia, in macchina, suonare un tamburello, un kazoo, un ovetto, bicchieri, pentole… Sentire e produrre musica!!!

3. Da quanti anni suonate l’ukulele?
(Barbara) Da almeno 5 anni, quando iniziò il primo laboratorio in estate nella splendida cornice dei Giardini delle Torri in centro a Rovigo... ricordo solo che si rideva tanto! Questo strumentino tra le mani in poco tempo tirava fuori suoni ed accordi che diventavano immediatamente "familiari" ed ognuno si faceva venire in mente un brano, una canzone, un motivetto che alla fine conoscevamo tutti...e giù a suonare e cantare insieme! Da lì, il passaggio a volerlo far diventare un’abitudine in una formazione guidata e con uno studio un po’ più approfondito, è stato praticamente NATURALE! È così che sono nati gli UKULELE LOVERS!

4. Come avete conosciuto l’ukulele? Chi o cosa vi ha spinto ad iniziare a suonarlo?
(Andrea) All'interno del nostro cd, dove abbiamo inserito le nostre facce da bambini con gli strumenti in mano (spesso con l'intervento di photoshop), c'è la mia foto "reale" di quando avevo 18 mesi con un ukulele in mano (in realtà, all'epoca io credevo fosse una stratocaster). Mia mamma dice che si mi pensa da bambino, si ricorda che avevo sempre una piccola chitarra tra le mani... e ancora non si è staccata. Negli anni ho capito che strimpellare corde è un'ottima terapia alternativa… Poi, sette anni fa, il giorno del mio compleanno ho incontrato Veronica Sbergia & The Red Wine Seredaders... è stato davvero un gran bel regalo. Così Max mi ha accompagnato a scegliere un paio di strumenti e, quando una sera al termine di un concerto, chiacchierando fuori dal teatro ho scoperto che qualcuno di noi aveva già altri ukulele, abbiamo subito pensato che sarebbe stato divertente provare a suonarli insieme; da lì è iniziato tutto.

5. Quando avete acquistato il vostro primo ukulele, come avete iniziato a capire come si suona?  Dove vi siete orientati per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?
(Milena) Il primo ukulele me lo ha regalato Andrea! Un uku soprano color miele dal timbro dolce dolce. All'inizio niente internet, no libri, no tutor, no dvd (che ora a volte utilizzo e consiglio) ma lezioni live sempre con Andrea. Lo studio base dell'ukulele è di una semplicità disarmante e questo certamente facilita l'apprendimento perché ti senti appagato da risultati veloci. Un buon maestro, un divertito gruppo di amici, il giro di Do che padroneggia per mesi...e il Song book è già in repertorio! Ora suono un ukulele Concerto e lo apprezzo molto.

6. Che genere di musica preferite suonare con l’ukuele? Qual è la vostra taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?
(Mattia) Non ho una preferenza di genere musicale più o meno adeguato all'ukulele. Certamente dal punto di vista stilistico, nell'utilizzo dello strumento, buone chiavi interpretative possono essere il crossover e la contaminazione musicale. Ferma restante l'idea popolare di "strumento tascabile", certamente radicata nell'immaginario collettivo, consiglio invece con netta preferenza la misura Concerto per il generico vantaggio qualitativo di onde armoniche, e dunque di profondità di suono, rispetto alle più comuni misure Soprano presenti sul mercato, spesso purtroppo di scadente performance acustica.



7. Voi che avete sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potreste descrivermi la differenza secondo voi?
(Paolo) Ogni strumento è a sé. Dipende da come sei tu e da come è lui. Poi se vogliamo andare sui dettagli ovviamente cambi legni (essenze) o cambi diapason (lunghezza delle corde) ed è come cambiare gli ingredienti di una ricetta conosciuta ma personalizzata. Io credo sia questione di carattere, alla fine scegli il timbro dello strumento che più ti si addice, è una cosa molto personale, di sicuro è meglio provarne tanti… Alla fine quello che conta, e i musicisti lo sanno, è la zampa!

8. Quale taglia di ukulele consigliate a chi deve iniziare?
(Marinella) Anche se adoro il sopranino, consiglierei il soprano. Ha le giuste dimensioni per capire dove mettere le dita senza rischiare di impazzire!

9. Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomandereste a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?
(Vittore) Per quanto riguarda la questione delle Marche non mi sento di dare consigli, già con 30/40€ si possono trovare Ukulele che suonano abbastanza bene per iniziare. Le marche sono tantissime: Kala, Ibanez, Eko, Ohana, aNueNue, Mahi Mahi, Eleuke, Mahalo, ecc. L'unico consiglio che mi sento di dare è lo stesso che è stato dato a me quando ho comprato il mio: "osserva e magari prova diversi modelli e poi compra quello che senti più tuo" (con un occhio al cartellino del prezzo).

10. Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardate voi maggiormente?
(Antonella) La cosa più importante secondo me è che lo strumento sia comodo, cioè che le corde non siano troppo alte sulla tastiera, questo ti farà suonare più volentieri e spesso il tuo ukulele. Come diceva Paolo ad ogni legno il suo timbro, ma prima di tutto l'intonazione che deriva dalle corde e dalla tastiera, anche in questo caso un buon liutaio saprà regolare il tutto. Esistono ukulele molto belli da vedere ma difficili da suonare o stonati, quindi aprite prima bene le orecchie e chiudete gli occhi.

11. Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo voi, a che cosa si deve questo boom?
(Daniele) La recente diffusione la si deve a grandi musicisti come Brian May (queen), Rino Gaetano, Eddie vedder (Pearl Jam), Syd Barret (Pink Floyd) e ai mitici ukulele lovers... Scherzi a parte, oltre alla diffusione di massa per emulazione, direi che grazie al lavoro di alcuni appassionati stanchi del flauto dolce nelle scuole si porta avanti in Italia la cultura dell'ukulele tra i ragazzi.

12. Che consiglio vi sentite di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?
(Marco) Studiare, studiare, studiare.

13. Siamo arrivati alla fine dell’intervista, vi ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?
(Alessandro) Keep calm and play Ukulele!!!

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