martedì 4 ottobre 2016

Storia delle corde per ukulele: dalle origini alla seconda guerra mondiale

Questa è una storia di corde e non di ukulele, daremo quindi per scontate alcune informazioni. Il lettore che volesse maggiori dettagli troverà abbondante materiale su internet o in una ormai vasta bibliografia specifica reperibile perlopiù in lingua inglese. Di corde generalmente poco se ne sa, e più o meno nulla è stato scritto. In seguito a svariate vicende della vita, io faccio corde in budello e vendo ukulele. Sono curiosa e appassionata di ricerca storica e tradizione, e dunque mettendo insieme le due cose (la ricerca sulle corde e la storia dell'ukulele) desidero scrivere questo breve articolo, ringraziando fin d'ora Claudia e "La Pulce" per l'occasione di pubblicazione.


L'ukulele sbarca alle Hawaii il 23 agosto del 1879 nelle mani di tre liutai e musicisti in cerca di miglior fortuna, che attirano subito la curiosità della popolazione facendo un po' di busking, e vengono quindi portati al cospetto della famiglia reale. Fino ad allora la musica hawaiana utilizzava solo la voce e gli strumenti a percussione e non strumenti armonici o melodici. La musica era una parte molto importante della vita quotidiana, tutti vi si dilettavano, la regina componeva canzoni, e il kanikapila era cardine della tradizione e della vita familiare.
In realtà a sbarcare non era stato proprio l'ukulele ma suo nonno, il machete portoghese, strumento le cui notizie sono piuttosto confuse (molti sono molto precisi nel darne notizia, ma non sono concordi fra loro). In ogni caso i tre liutai lo cambiarono un po' rendendolo più facile da suonare e da costruire perché il re David Laʻamea Kamanakapuʻu Mahinulani Nalaiaehuokalani Lumialani Kalākaua voleva sia suonarlo che costruirlo, e il neonato ukulele divenne uno strumento molto popolare alle Hawaii.





Che corde montava? Innanzitutto serve una precisazione. Nel 1879, e fino al 1943, la scelta disponibile era soltanto fra budello nudo, acciaio o seta. Le corde di seta erano molto costose e non facili da reperire. Venivano usate in alcuni strumenti tradizionali cinesi e non si hanno notizie di ukulele con corde in seta. Considerata la posizione delle Hawaii in mezzo al pacifico la cosa non può essere esclusa, ma non vi sono conferme fino ad oggi. Le corde in seta risulterebbero piuttosto grosse e poco efficaci all'intonazione dell'ukulele. Avendo voluto invece usare corde di metallo gli strumenti avrebbero dovuto essere costruiti diversamente per sopportarne la tensione e l'effetto taglio che consuma alcune parti. L'acciaio di allora era qualcosa che oggi chiameremmo ferraccio poiché fino alla prima guerra mondiale la metallurgia non aveva ancora permesso lo sviluppo dell'acciaio armonico cui siamo abituati oggi. Quando si vedono corde vintage in steel per ukulele, generalmente si sta parlando di ukulele banjo, che se costruito con una cordiera in metallo poteva usare appunto le corde in metallo come il banjo.
Per esclusione resta quindi solo il budello, che era infatti il materiale comunemente usato per le corde musicali, o armoniche, dagli albori della storia fino alla seconda guerra mondiale. Tutte le corde storiche per ukulele reperite e quelle che ancora si trovano in vendita di tanto in tanto su ebay sono quattro corde di budello nudo.
Mi spiego meglio: si tratta di budello di pecora o agnello. Questi animali venivano macellati per uso alimentare ed erano molto più diffusi di oggi. I loro intestini venivano poi lavorati secondo procedure molto standardizzate e complesse per farne delle corde ad uso musicale, fili per sutura, corde da tennis oppure anche corde per trasmissione di orologi o macchinari. Fra la pulizia del tubo intestinale, il taglio, i trattamenti chimici, la torcitura, l'essiccamento e la levigatura vi sono più di due settimane di lavoro in aziende con anche un centinaio di operai specializzati.
La cosa curiosa è che praticamente tutti i cordai erano italiani e la stragrande maggioranza abruzzesi. Lavoravano il budello per farne corde armoniche tramandandosi le stesse procedure manifatturiere fin dall'inizio del '600, esportando le corde in tutta Europa e poi in tutto il mondo. Napoleone prima ed i terremoti poi, uniti alla povertà portata in quelle regioni dall'unità d'Italia, costrinsero molti cordai ad emigrare e fondare le loro aziende, insieme a compatrioti, fuori dall'Abruzzo. Prima in Francia (Savarez nel 1770) e Germania (Pirastro, 1798), poi a New York (La Bella fondata dai fratelli Mari già nel 1905, poi nel secondo dopoguerra le ditte Mari e D'Addario). http://youtu.be/2_Cwe_pz0Uo
Le corde dell'ukulele erano quindi corde in budello, ed erano corde italiane!
Vi è un'altra cosa da dire: come si trova documentato in molti metodi storici venivano usate le prime due corde del violino o della chitarra (che erano le stesse nonché le più facili da reperire) per realizzare tutte le quattro corde dell'ukulele. Non vi era accordatura Low G. Non avrebbe avuto senso complicarsi la vita introducendo una nuova tecnologia: per raggiungere il sol basso infatti la corda di solo budello sarebbe stata troppo grossa, ma per rivestirla di metallo e renderla dunque più sottile e sonora serviva costruirsi una macchinetta apposita, avere una manualità e soprattutto avere del buon filo metallico. Una complicazione inutile e costosa! Con la semplice accordatura escogitata, tutta compresa in un intervallo di sesta, bastavano le prime due corde di chitarra o violino tagliate a metà.
Usare corde in budello si traduceva in imprecisione di diametri (erano già imprecise quelle per violino, si poteva usare quella un po più grossa per il do e quella un po più piccola per il mi, a occhio) e corde ruvide che sbatacchiavano un poco sui tasti, oppure che già indebolite dalla levigatura si consumavano molto contro i tasti in metallo. Potevano durare anche solo una settimana suonando molto, o anche meno! I musicisti erano abituati a cambiare corde anche più volte durante un concerto, non per niente il nylon venne salutato con entusiasmo



dai chitarristi nonostante il suono decisamente più povero, meno interessante, meno vocale. Finalmente un materiale duraturo! Per questo però bisognerà attendere la seconda guerra mondiale. All'epoca dei primi ukulele vi erano dunque corde Made in Italy, corde Made in Germany (comprate in Italia e levigate in Germania oppure prodotte da cordai italiani emigrati in Germania), oppure corde fatte a New York da emigranti italiani.
In conclusione quindi l'ukulele hawaiano della esposizione di Panama del 1911, il Martin del 1920, l'ukulele banjo a new Orleans nel 1930 e quello di George Formby nel 1950... avevano tutti corde in budello. Molto spesso ruvido budello italiano!


Di Daniela Gaidano


Foto dall'archivio personale di Daniel Mari, ditta "La Bella", New York Long Island 1930.




sabato 1 ottobre 2016

Intervista a Ben Youqoullelle

Questa intervista è ad un ragazzo della Romania con la passione dell'ukulele. Ha anche pubblicato un CD. Non so se qualcuno di voi lo conosce già, questa è un'occasione per conoscerlo meglio.


1.       Come descriveresti il tuo background musicale?
Can you tell us something about your musical background?
Bene, il cervello è modellato da ciò a cui è esposto quando maggiormente malleabile. E quando ero piccolo ascoltavo la musica classica, la fanfara, dei musicisti della vecchia commedia francese mi piace Fernandel, Louis Armstrong e una volta i CD di Britney Spears di mia sorella. (Storia vera).

Well, the brain is shaped by what it is exposed to when it is most flexible. And when I was little, I listened to classical music, brass bands, old French comedy singers like Fernandel, Louis Armstrong and one time, my sister’s Britney Spears CD. (true story).


2.       Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?
What’s your favorite music? Do you listen to everything or do you prefer only some kind of music?
Dipende dal momento. In questo periodo sto ascoltando la raga indiana. È veramente strana. Quando ho cominciato a viaggiare per Ukulele Road Trips, la musica in Bulgaria mi fece impazzire. I bambini che danzavano senza difficoltà i ritmi, non li ho mai capiti! Da allora mi sono veramente aperto alla musica di altre culture.

It depends of the phase I am in. At the moment I’m listening to Indian ragas. It’s very strange. When I started travelling for Ukulele Road Trips, the music in Bulgaria blew my mind. Little Kids were dancing without difficulty to rhythms I couldn’t even understand! Since then, I am very open to the music of other cultures. [Varna and Traditional Music]


3.       Da quanti anni suoni l’ukulele?
How long did you play ukulele?
Penso da pochi anni. Non me lo ricordo ma ho una foto di me in snowboard, con un ukulele nel 2012, perciò è stato sicuramente prima di quella foto.

A few years I think. I can’t remember but I have a picture of me on a snowboard, with an ukulele, in 2012, so it was definitely before that.


4.       Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?
When did you start playing ukulele and why?
L’ukulele è un perfetto compagno di viaggio. Per quelli che non hanno una ragazza. O che amano la musica. O entrambi!

The Ukulele is the perfect travel partner. For somebody who doesn’t have a girlfriend. Or loves music. Or both!


5.       Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Come hai iniziato ad imparare a suonarlo? Tramite Internet, libri, dvd… o cos’altro?
When did you buy your first ukulele? How did you learn playing ukulele? Did you use internet, books, dvds…?
Ho imparato completamente da autodidatta. Nello stesso modo in cui ho imparato la chitarra, ascoltando CD nella mia stanza e solo suonando con loro, e cercare di capire cosa suonavano, e come suonare gli accordi. L’ukulele è stato molto facile dopo. Non è uno strumento per suonare complicate Fughe di Bach in ogni caso, nella mia mente, è per divertirsi!

I learned completely by myself. The way I learned the guitar, is I would put CDs on in my room, and just play with them, and try to understand what was happening, and how to play the chords. The ukulele was very easy after that. It’s not an intrument to play complicated Bach Fugas anyway, in my mind, it’s to have fun!


6.       Che genere preferisci suonare con l’ukuele? E che taglia preferisci: sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…?
What kind of music do you like to play with your ukulele? Which size of ukulele do you prefer (sopranino, soprano, concert, tenore, baritone, banjolele…)?
Questa è una bella domanda! Ma… Ho bisogno di pensare… Beh, in realtà, preferisco le mie canzoni sull’ukulele. Sono davvero il mio stile, haha!
A volte compongo brani rock, a volte canzoni d’amore, a volte canzoni storiche.

That’s a good question ! But ... I need to think...Well, actually, I prefer my songs on the ukulele. They are really my style, haha!
Sometimes I compose rock tunes [ROCKS!] sometimes, love songs [Odessa Stares], historical songs [Stefan cel Mare]



7.       Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza?
You surely played a lot of types of ukulele. May you describe us the differences among them?
Beh, ho sempre e solo avuto soprani a basso costo. Ciò è bene perché non importa se cadono in acqua, nella neve o sul pavimento quando sono in un bar.
Ma quando ho visto un tenore, è un vero e proprio strumento! Suona meravigliosamente. Così è cambiato il mio modo di suonare. Poter rimanere più a lungo su un semplice accordo è bello, anche se non complesso e veloce.

Well I only ever had cheap sopranos. It’s good because they are so cheap it doesn’t matter if they fall in water, snow, or fall on the floor when I’m in a bar. But when I got a Tenor, it was a real instrument! It rings beautifully. So it changed the way I play. I could stay longer on a simple chord, and it was beautiful, even if it wasn’t complex or fast.


8.       A chi deve iniziare, come primo ukulele quale taglia consigli?
Which ukulele size do you suggest to beginners?
Sopranooooooooo! Sono a buon mercato. E come ho detto, non importa se i bambini iniziano a giocare o fare sciocchezze con esso. Ukulele è condivisione di sorrisi.

Sopranooooooooo! They’re cheap. And as I said, it doesn’t matter if kids start playing with it and doing nonsense with it. Ukulele is sharing smiles.


9.       Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca consigli per chi è alle prime armi e quale per chi vuole uno strumento valido per iniziare a suonare seriamente facendo serate dal vivo?
What’s your favorite ukulele brand? Which brand would you suggest to beginners and for musicians?
Qualsiasi marchio che mi darà soldi. Sono al verde ed in cerca di sponsor.

Any brand that will give me money. I’m broke and looking for sponsors.


10.   Quali sono i parametri, tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc… che l’ukulele deve avere per essere un buon ukulele? Quali sono le caratteristiche che bisogna guardare per capire se il tal ukulele è un buon ukulele?
Which parts of the ukulele are important (strings, wood, bridge…)  to increase the quality? How do we understand if our ukulele is a good ukulele?
Se può cadere sul pavimento e suonare ancora va bene, è questo l’importante per me. Il resto… Davvero non ne ho idea.

If it can fall on the floor and still sound okay, that is important to me. The rest… really I have no idea.


11.   In questi ultimi anni c’è stato sempre una diffusione maggiore di questo strumento, anche in Italia. Secondo te a che cosa si deve questo boom?
Ukulele became so popular in Italy and all over the world recently: what do you think about this and what are the reasons of these growing?
È uno strumento meraviglioso! È facile da trasportare, da imparare, da suonare e per condividere sorrisi.

It’s just a wonderful instrument! It’s easy to carry, easy to learn, easy to play, and easy to share smiles.


12.   Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque a chi è alle prime armi?
Do you have any suggestions for ukulele beginners?
Sì. Divertiti.

Yes. Have fun.


13.   Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?
We’re at the end of this interview… Thanks for your patience and kindness!  Would you like to say something to our ukulele fans?
Sì! Buongiorno! Come state? Vorrei far notare che si può scaricare il mio EP (mini album) gratis, e viene fornito con un libro di avventura! Sìì!

Yes! Bongiorno! Come stai?
And also, I’d like to point out, people can download my studio-EP (mini Album) for free [FreeEP], and it comes with a Book of the adventure ! Yay!
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