mercoledì 22 febbraio 2017

I Fuoridaglischemi - Parte1

Uno strumento… Fuoridaglischemi!!!

Ciao, tu non puoi sapere chi sono, o forse sì… comunque è la prima volta che scrivo per questo periodico e quindi se fai parte delle centinaia di persone che lo leggono, molto probabilmente non mi conosci - perché ho scoperto da poco questo mondo “pulcioso” ed ho intenzione di raccontarti più avanti quando come e perché mi ha conquistato -  se invece fai parte delle centinaia di persone che seguono i Fuoridaglischemi, allora sappi che sì, sono io… Gabriele, la voce. Se invece passi fra queste righe, così, per caso, allora sai già chi sono perché mi sono presentato al rigo di sopra.

Che tu mi conosca o no, io ti parlerò come se non ci fossimo mai incontrati così da raccontarti ogni cosa e non tralasciare niente.

Con i Fuoridaglischemi suono e canto dal 2008.

Era una calda estate ed io e Manuel, il mio collega - e compagno di classe fin dalle elementari – ci trovammo a scrivere canzoni a casa sua in compagnia di un ventilatore e una chitarra.

Da allora sono cambiate parecchie cose, a partire dalla maturità dei testi e dei suoni a qualche pelo in più sulla faccia! Nel frattempo abbiamo suonato in tutti i luoghi possibili e immaginabili della Basilicata e abbiamo inciso alcune canzoni che vi invito a visionare su Youtube.

Da “Amore ti chiedo perdono” passando per “Che cos'è la libertà?” arrivando a “L'ultimo bicchiere di vino”, ne abbiamo passate di emozioni e di camicie sudate, abbiamo visto porte chiudersi, altre aprirsi e abbiamo capito cos'è la musica per noi e quanto possa cambiare una vita.

Abbiamo alternato lo scrivere canzoni con il divertirsi, cantare canzoni con l'emozionarsi, suonare una chitarra con rilassarsi. Mixando il tutto, il barman ci ha servito un cocktail perfetto, che in ogni angolo della lingua ha lasciato il suo sapore senza invadere quello confinante.

Abbiamo realizzato anche dei videoclip, poi, di ogni canzone. Ci siamo improvvisati attori, sceneggiatori, aiutanti – regia ecc.

La musica ci ha fatto stare in mezzo a gente grande, ed eravamo grandi a 17 anni.



Ora, tu puoi capire quanto sia difficile sfondare nel mondo della musica, senza la vittoria ad un talent o roba del genere. Si lo ammetto che anche io certe volte ci provo a fare qualche casting, ma devo dire che alcuni proprio li evito.

Ritornando al discorso: anche se è una realtà difficile, crudele per certi aspetti, noi facciamo musica per chi ci ama, ci basta: scrivere, registrare, far ascoltare, suonare e basta così. Il successo arriverà se Dio lo vorrà. Se percorri la tua strada e la fai diventare importante, piena di prati e fiori ai bordi, prima o poi qualcun altro vorrà incrociarsi con questa strada, vorrà farne parte.

Pertanto, se ti ho suscitato anche un minimo di emozione o di interesse ti invito a cercarci e sostenerci, ascoltando e condividendo la nostra musica.

Ah…

Poi è successo che ho incontrato lui, piccolo com'è.

Ma questo ve lo racconto in un prossimo intervento… mi piaceva prima presentarmi; non posso parlare di me se prima non ci siamo stretti la mano.

Ringrazio lo staff de “La pulce – Ukulele in Italia” per aver dato l'opportunità ad uno come me di poter scrivere quattro cose riguardanti questa strana cosa che si chiama musica.



Articolo scritto da:
GABRIELE TUCCI
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